Filetto di trota con verdure e tapenade

Il pesce d’acqua dolce viene spesso snobbato dai buongustai per il sapore “sciapo” delle sue carni, senza però tenere conto che appunto per le sua natura è entrato a far parte di moltissime ricette in cui si abbina perfettamente a ingredienti molto saporiti e a preparazioni più invasive che non si possono applicare alle delicate carni degli altri pesci.

La trota è uno di questi pesci e, visto la facilità di allevamento, è anche molto economico: normale riuscirla a trovare dal vostro pescivendolo già bella sfilettata.

Infine un appunto sul suo essere “salmonata”: il colore arancione delle sue carni è dovuto al fatto che in allevamento le trote mangiano dei “pastoni” in cui possono rientrare farine di gamberi, crostacei e a, volte, carotenoidi.

Nulla toglie però che se avete degli amici pescatori pronti a procurarvi delle belle trote non salmonate, questa ricetta andrà benissimo lo stesso.

(Devo ammetterlo il “finto salmone” fa la sua porca ed economica figura sulla tavola a festa) XD

Abbinate questo piatto ad un Ceylon Oliphant Nuwara Eliya, tè verde occidentale dalle note speziate.

Valeria

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Cupcake vaniglia-limone con paintballs marshmallow

Pensando a una ricetta da dedicare alle mamme per la loro festa, ho voluto creare un pensiero per quelle che lo sono da poco, come molte delle mie amiche, che superato il periodo del “posso mangiare solo QUESTE cose” hanno bisogno di una coccola in più, di un momento di dolcezza senza pensare a tutto quello che c’è dietro. Diciamo che la ricetta di oggi non la inserirei tra le cose “sane”, ma decisamente tra quelle GOLOSE! 😉

La spettacolarità di questo dolce sta nel grande marshmallow che sormonta il cupcake: grande quanto la tortina è una goduria da far sciogliere in bocca.
Per crearli ho usato la ricetta di David Lebovitz e l’aiuto della mia preziosissima planetaria: devo dire che senza un robot che fa parte del lavoro, creare i marshmallow sarebbe un po’ complicato! (In caso non l’aveste, procuratevi un aiutante e un ottimo frullatore)

In caso foste troppo impegnati, troppo pigri o comunque l’idea non vi alletti, ho visto che i paintballs marshmallow li vendono già pronti: li ho visti addirittura negli autogrill, cosa un po’ strana per me, che sono sempre stata abituata a comprare i marshmallow nella vicina Francia.

Provate questo tripudio di zucchero con una tazza di Ceylon Oliphant Nuwara Eliya, tè verde dalle note di liquirizia che ben contrasta la dolcezza del cupcake.

Alba consiglia in abbinamento un Erbaluce di Caluso Passito, vino dolce dall’incipit sapido con supporto ammandorlato.

Valeria

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Linguine alla Nerano

Premetto che questo non è un semplice piatto di pasta e zucchine. L’apparenza semplice e posata lo penalizza ma non deve trarvi in inganno. Siete al cospetto di una delle prelibatezza della tradizione gastronomica partenopea.
Tutte le paste preparate con questi ingredienti dovrebbero assolvere a un debito di riconoscenza verso un ristorante che si chiama Maria Grazia che si affaccia sulla spiaggia di Nerano a Marina del Cantone, un minuscolo borgo della costiera sorrentina, frazione di Massa Lubrense.
Inutile farsi illusioni tra i fornelli della propria cucina: l’ineccepibilità della consistenza cremosa della pasta di questo ristorantino (che sceglie gli spaghetti e non le linguine) è inarrivabile.
In ogni caso sono sicura che la vostra interpretazione di questo piatto “sciuè sciuè” solleverà la richiesta del bis da parte di tutti i commensali.
Abbiate però l’accortezza di non far annerire e raggrinzire le zucchine, quindi sarà necessario il taglio a rondelle sottili che ne garantisce una cottura più rapida.
Il profumo delle linguine fumanti che si amalgamano al provolone del Monaco con la sua nota appena piccante e l’aroma di basilico fresco vi prenderà come in un rapimento estatico.
Totò ed Eduardo approverebbero.

Consiglio in abbinamento un Greco di Tufo, vino bianco ben sostenuto dalla verve fresca e sapida.
Valeria suggerisce in abbinamento una tazza di Ceylon Olyphant, tè verde dal gusto occidentale.

Alba

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Trancio di salmone con coquillage di lenticchie speziate e salsa all’arancia e pomodori secchi

Piatto forte di questo menù di Capodanno, il salmone così presentato gioca su una serie di contrasti che infine si armonizzano in un gusto dolce e aromatico: caldo/freddo, dolce/salato e liquido/solido.

Ancora un volta i sentori mediterranei si uniscono per qualcosa di nuovo: le lenticchie hanno una speziatura mediorientale, mentre la salsa racchiude i colori e i sapori della Sicilia.

Provate questo piatto semplice e complesso allo stesso tempo con una tazza di Ceylon Oliphant Nuwara Eliya, il suo retrogusto persistente che ricorda la liquirizia va a completare un quadro sensoriale di spezie invernali sfiziose.

Invece Alba propone in abbinamento un Contessa Entellina Chardonnay, vino bianco morbido e dal bouquet avvolgente che chiude su un finale lungo dalla leggera sapidità marina.

Valeria

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Cavolfiore con tapenade e fiori di peperone

Questo piatto nasce da una chiacchierata con Alba sulle tradizioni gastronomiche partenopee per le festività natalizie: io non avevo mai sentito parlare dell’Insalata di Rinforzo, ma mentre me la descriveva in qualche modo alcuni dei suoi sapori mi ricordavano preparazioni più famigliari della vicina Provenza.

Così nasce questo contorno dai sapori mediterranei che non ha la pretesa di sostituirsi ad un piatto tradizionale e nemmeno di scimmiottarlo: ha una sua identità, data soprattutto dall’indiscutibile perfezione dell’abbinamento dei gusti.

Per i fiori ho usato un peperone rosso, ma non essendo esattamente di stagione e se ne avete la possibilità, potreste sostituirlo con delle papaccelle napoletane sott’aceto.

Volendo seguire l’idea di un menù di Capodanno a base di tè verde, suggerisco in abbinamento un Ceylon Oliphant Nuwara Eliya.

L’aromaticità della tapenade e la tendenza dolce del peperone disegnano un profilo gusto-olfattivo che può trovare, su suggerimento di Alba, l’abbinamento col Greco di Tufo, vino bianco fresco e avvolgente, di piacevole sapidità.

Valeria

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Baccalà in umido con patate e olive nere

“Per malasorte era Venerdì,
e alla locanda non vi era dunque altro cibo
se non qualche trancio di pesce chiamato in
Castiglia Abadexo, e in Andalusia Bacallao…”

(Miguel Cervantes, Don Quijote)

L’esigenza di presentare questo piatto nasce sostanzialmente dalla voglia di un calice di vino rosso.

E’ un’estate romana meno afosa rispetto al solito e l’idea di un secondo di pesce invitante e mediterraneo mi e’ sembrata perfetta da proporre per questo fine settimana.

La ricetta mi e’ stata passata da Rossella, il mese scorso, durante una cena dal sapore appagante che spesso solo il sud riesce a regalare.

Per il vino la scelta invece e’ ricaduta sul Veneto. Si tratta di un Piave Raboso, vino rosso dalla persistenza aromatica, tannini vigorosi e buona acidita’, doti importanti per asciugare l’untuosita’ e la succulenza del piatto.

Valeria invece propone un Ceylon Oliphant Nuwara Eliya, tè verde dalle spiccate doti aromatiche che si legano al baccalà e alle patate, ma lasciando comunque la bocca pulita dall’untuosità.

Alba

Baccalà in umido con patate e olive nere - Foto di Walter Romano
Baccalà in umido con patate e olive nere – Foto di Walter Romano

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