Tagliere di formaggi

Oggi, in alternativa alla consueta ricetta del sabato, propongo una tavolozza profumata di formaggi, decorata e accompagnata da piccole prelibatezze. Un vero e proprio percorso di degustazione che vedrà, nel corso dei prossimi mesi, altri stimolanti appuntamenti.

I formaggi possono diventare protagonisti assoluti di un intero pasto e l’abbinamento con i vini e con i tè riserva piacevoli sorprese, a volte piu’ classiche ma spesso sorprendenti, in ogni caso mai banali o scelte distrattamente.

La bellissima varietà e i tratti delicati o incisivi di questo mondo di sapori così eterogenei possono sfumare dal piu’ fresco al piu’ stagionato, da una crosta fiorita a un piccante erborinato.

Presentare un tagliere o un plateau di formaggi necessita piccole ma fondamentali accortezze, criteri piuttosto codificati che permettono di esaltarne al meglio le caratteristiche organolettiche.

L’incontro tra formaggi, miele, confetture, mostarde, frutta, pane non è mai banale.

Facciamo degli esempi.

  • Formaggi freschi di capra sono ottimi accompagnati da vari tipi di pane e di grissini, arricchiti da noci, uvetta, cumino, semi di sesamo o di papavero.
  • I pecorini di media stagionatura sposano felicemente il miele d’acacia o confetture non troppo dolci e speziate come quella di zucca o di mela cotogna aromatizzate con una puntina di cannella o di vaniglia. E in questo caso, la scelta del vino potrebbe anche ricadere su un Passito o su una vendemmia tardiva.
  • Il Castelmagno, con la sua prorompente e inconfondibile aromaticità, potrà essere servito col miele di castagno.
  • Vari tipi di formaggi di media stagionatura vengono esaltati dalla freschezza di frutti succulenti come l’uva o le pere.
  • I formaggi stagionati possono infine accompagnarsi con sublimi mostarde di frutta o con la frutta secca, noci, nocciole, mandorle.

Sul tagliere che presento oggi ho disposto tre tipi di formaggi seguendo un crescendo di consistenza e attraversando diverse aromaticità ed espressioni gusto-olfattive.

Tagliere di formaggi - Foto di Walter Romano
Tagliere di formaggi – Foto di Walter Romano

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Muffins alla Carota

Qualche anno fa ero stagista a Genova presso “Il Museo delle Culture del Mondo – Castello D’Albertis”: mi alzavo molto presto al mattino e mi portavo il pranzo al sacco per non perdere troppo tempo nella pausa tra un turno e l’altro.

Muffins alla Carota - foto di Gianluca Celea
Muffins alla Carota – foto di Gianluca Celea

A volte preparavo dei muffins e li posizionavo nella zona ristoro per allietare un po’ di più la pausa caffè (per me tè) di tutto lo staff.

La mia responsabile, ad oggi amica, rimase colpita da dei muffins alla carota: per la loro delicatezza, per la loro voglia di primavera e di sole.

Vorrei riproporveli sperando che possiate avere la stessa sensazione.

A questi muffins abbino un tè Ceylon: la sua forza si sposa con la crema di formaggio, mentre le sue note fruttate esaltano il gusto della scorza d’arancia come nient’altro.

Alba propone in abbinamento un Albana di Romagna Passito, vino dolce, equilibrato dalla giusta vena di freschezza e sapidità.

Valeria

Muffins alla carota
Muffins alla Carota – foto di Gianluca Celea

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Charlotte di Oestara

Eostre

Oestara è il nome di una festa pagana che coincide con l’equinozio di primavera: è dedicata alla dea nordica Eostre, simbolo di rinascita e fertilità.
La stessa parola che definisce la Pasqua, in alcuni paesi deriva da questo nome: Easter in inglese e Ostern in tedesco.
Pensando ad un dolce che racchiudesse tutto questo la mia mente è volata ad un pane fatto di miele, dolce e luminoso; poi con Alba abbiamo pensato che per un pranzo importante ci volesse qualcosa in più. E così mi è venuta l’idea di una crema a base d’uova (sacre a Eostre) ed infine il croccante di semi: una vera delizia!

Per un dolce dalle note morbide come la panna, forti come il miele e fruttate come l’arancia ho pensato ad un tè rosso dello Sri Lanka il Ceylon Kalleboka.

Per questo dessert, sostenuto dall’aromaticita’ del miele e dell’arancia e dal leggero sentore vanigliato, Alba ha pensato a una Malvasia delle Lipari Passito, vino bianco dolce e fresco.

Valeria

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