Sfoglia con mousse di ricotta e agrumi con cedro candito profumata al basilico

Sapete quante varietà di basilico esistono? Sono ben 160 e ognuna ha un corredo olfattivo speciale.

Il basilico è forse il principe delle erbe aromatiche, sono infatti innumerevoli le ricette che ne richiedono l’impiego. Una su tutte, il pesto, quello fatto col basilico genovese dop di Pra.

Ma possiamo spaziare e cogliere lo stuzzicante profumo del basilico lattuga che si sposa meravigliosamente con le melanzane o sentire la freschezza mentolata del basilico piperitum ideale per arricchire le carni.

Siamo soliti immaginare questa piantina come complemento di piatti salati ma stavolta ho voluto trasferire questa fragranza mediterranea ad un fine pasto dolce, un dessert spumoso e profumatissimo.

Nell’immaginare questo dolce come corollario del pranzo di Pasqua, ho rubato alcuni ingredienti della pastiera: la farcia di ricotta freschissima di pecora viene montata e arricchita dal miele d’arancio e dalle scorze di agrumi caramellate. Ma a tratteggiarne il profilo aromatico è soprattutto il basilico che ho portato nel piatto sotto forma di salsina dolce e sciropposa.

Propongo in abbinamento un Passito di Pantelleria, vino dal sorso voluttuoso bilanciato da una freschezza ben delineata e da sapidità salmastra.

Valeria consiglia in abbinamento un Darjeeling Second Flush, tè indiano dalle sottili note agrumate che ben sostiene l’aromaticità intensa del basilico.

Alba

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Finto sanguinaccio (crema al cioccolato)

A Carnevale si sa ogni scherzo vale. Non me ne vogliano dunque gli integralisti del sanguinaccio, quello vero, quello fatto col sangue di maiale.

Sono cresciuta nell’entroterra rurale molisano quindi ricordo benissimo quel caratteristico retrogusto dolce-acidulo che spalmavo generosamente sulle fette di pane. Lo adoravo e quando il vasetto di terracotta che conservava questa leccornia si svuotava, mi accontentavo della Nutella.

Tutt’oggi considero le creme al cacao spalmabili una misera mistificazione se paragonate al ricordo di quel sapore di casa così lontano nel tempo.

Dal 1992, per motivi di carattere sanitario, sono vietati l’utilizzo e la vendita al pubblico del sangue di maiale quindi quella che vi proporrò oggi è una deliziosa crema al doppio cioccolato dove potete intingere le chiacchere (o “cunchiell” se siete cultori del Molise).

Il sanguinaccio dolce era diffuso anche nelle zone lucane, calabresi e del napoletano. Ne esistono diverse versioni. La più tipica vuole nel composto il vin cotto e le noci spezzettate.

Se la salsa non è destinata ai bambini, aromatizzatela col liquore Strega o se preferite con del rum o del brandy.

Consiglio di abbinare questo dolce al cucchiaio con un Aleatico di Puglia, vino dolce e succoso, con sapidità e verve tannica a conferire equilibrio. Sensuale nei rimandi di cioccolato.

Valeria propone in abbinamento una tazza di Assam Banaspaty, tè nero indiano dalle note maltate e legnose, che ben si abbinano alla aromatizzazione di questa ricca crema.

Alba

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