Couscous saltato con cocco e cavolfiore

Un couscous caldo e speziato per salutare l’Autunno che ormai se ne va via troppo in fretta e prepararsi al freddo che è arrivato decisamente in anticipo: non so da voi, ma qui in Emilia io batto i denti (ok, sono ligure e non sono abituata, ma 5°C alle 11.30 del mattino non vanno bene!).

Ammetto che l’utilizzo del couscous precotto (per intenderci quello che si trova nei supermercati in scatole rettangolari e a cui basta aggiungere acqua per farlo rinvenire) non è né tradizionale né ortodosso, ma in commercio esistono prodotti molto buoni, fatti con farine di qualità, magari integrali e BIO.

E’ un piatto destinato a non portare via più di 30-40 minuti di preparazione e per questo scopo ho utilizzato le lenticchie decorticate che non hanno bisogno di ammollo, né di lunghe cotture e lasciato le cime di cavolfiore semicroccanti per aumentare il piacere sensoriale.

Infine le spezie fanno assomigliare questo piatto all’Upma indiano, una specie di porridge salato di semolino utilizzato per colazione in India.

Abbinate a questo piatto una bella tazza di Nilgiri, tè nero indiano dal gusto neutro che ben si sposa con la sottile nota del limone e delle spezie.

Alba propone in abbinamento un Soave Classico, vino bianco morbido ma ben equilibrato in freschezza e mineralità. Finale ammandorlato.

Valeria

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Maccheroni con fiordilatte di Bojano su letto di purea di cavolfiore e tartufo nero

Siamo nel periodo giusto per accogliere il nobile Tuber melanosporum, il tartufo nero, il frutto del fulmine scagliato da Giove ai piedi di una quercia.
Pregiato e di forte personalità si raccoglie da dicembre a febbraio, può essere gustato sia cotto che crudo e sprigiona aromi penetranti di sottobosco. La scorza coriacea viene tritata e adoperata per profumare l’olio extravergine.
Il Molise è la regione italiana più ricca di tartufi e sono ormai numerose le realtà produttive che lavorano questo prezioso tubero per ricavarne patè, oli, creme, burri, paste.
Ho scelto di presentarlo in purezza per esaltare la bontà cremosa di questo timballo di maccheroni arricchito col fiordilatte di Bojano, latticino prodotto in modo artigianale alle pendici del Matese.
Propongo in abbinamento un Verdicchio di Matelica, vino bianco di buona struttura, persistente, che lusinga il palato con una morbidezza avvolgente e una sferzata di freschezza e sapidità.
Valeria invece sceglie di abbinare a questo piatto un Assam Signorile, tè nero indiano dal maltato bouquet.
Alba
cavolfiore

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Cavolfiori gratinati in salsa Mornay

Il cavolfiore non piace a tutti, anzi!
In effetti ho sentito epiteti demoniaci riferiti a questo ortaggio che in realtà io adoro.

C’è però un’altra grande verità: ricopri ogni cosa con una buona dose di besciamella e formaggio e tutto sarà più buono!

Così son qui a proporvi un classico della cucina francese (e di casa mia): il gratin di cavolfiore.

La salsa Mornay si potrebbe definire come una besciamella rinforzata e, appunto per questo, non considero questa pietanza propriamente un contorno, ma un secondo vegetariano di una certa importanza.

Le dosi sono per circa 4 persone, ma se volete trasformarlo in piatto forte non esitate a raddoppiare tutto: ne vale la pena! 😉

Ho pensato di abbinare a questo gratin un Dong-Ding, oolong versatile e dalle note morbide, mentre Alba per questo piatto gratinato, ricco e leggermente aromatico, propone un Riesling, vino bianco fresco dotato di buona sapidità e intensità gusto olfattiva.

Valeria

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Cavolfiore con tapenade e fiori di peperone

Questo piatto nasce da una chiacchierata con Alba sulle tradizioni gastronomiche partenopee per le festività natalizie: io non avevo mai sentito parlare dell’Insalata di Rinforzo, ma mentre me la descriveva in qualche modo alcuni dei suoi sapori mi ricordavano preparazioni più famigliari della vicina Provenza.

Così nasce questo contorno dai sapori mediterranei che non ha la pretesa di sostituirsi ad un piatto tradizionale e nemmeno di scimmiottarlo: ha una sua identità, data soprattutto dall’indiscutibile perfezione dell’abbinamento dei gusti.

Per i fiori ho usato un peperone rosso, ma non essendo esattamente di stagione e se ne avete la possibilità, potreste sostituirlo con delle papaccelle napoletane sott’aceto.

Volendo seguire l’idea di un menù di Capodanno a base di tè verde, suggerisco in abbinamento un Ceylon Oliphant Nuwara Eliya.

L’aromaticità della tapenade e la tendenza dolce del peperone disegnano un profilo gusto-olfattivo che può trovare, su suggerimento di Alba, l’abbinamento col Greco di Tufo, vino bianco fresco e avvolgente, di piacevole sapidità.

Valeria

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