“Volo Torino – Shannon”: un muffin per San Patrizio

Qualche anno fa mia sorella fece un viaggio in Irlanda proprio per San Patrizio: per celebrare questa “figata pazzesca” e mettere a tacere un po’ d’invidia ecco che mi venne in mente di creare un muffin che unisse Torino (dove lei abita) e Shannon (dove si trova uno degli aereoporti internazionali dell’isola e dove, si dice, sia nato l’irish coffee).

Quindi ho usato nell’impasto sia il celeberrimo whiskey irlandese sia il Bicerin, liquore al gianduiotto che prende il nome dalla famosa bevanda torinese.

Volendo questi muffin si possono decorare con panna montata e lamelle di mandorle tostate. 😉

Abbinateci il blend più famoso dell’isola: l’Irish breakfast!

Alba consiglia in abbinamento un Recioto della Valpolicella, vino dolce, morbido e di piacevole freschezza che avvolge il palato in un finale lungo con ritorni di frutta rossa.

Valeria

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Diplomatico di Carnevale

Il diplomatico è un dolce sontuoso che ricorda un incrocio tra una millefoglie e una torta alla panna e in effetti la crema diplomatica che caratterizza questo piatto è l’amalgama tra della panna montata dolcificata e la crema pasticcera.

Per il gusto ho scelto qualcosa di divertente e scherzoso: l’incontro tra il limone della crema che quasi ricorda, con la sua acidità, lo yogurt e il rum della bagna, con un leggero twist di dolcezza extra data dalla glassa allo zucchero fondente e le decorazioni di caffè.

Provate questo dolce con una tazza di Darjeeling SF, tè nero indiano che ben si abbina alla velata acidità del limone e stempera la dolcezza della glassa.

Alba suggerisce in abbinamento un Recioto di Soave, vino dolce dal sorso rinfrescato da una verve acido-sapida che accompagna ritorni agrumati e fruttati.

Valeria

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Spigolature sul caffè & Chicchi di scienza

Vi siete persi i fatti e le curiosità sul caffè che abbiamo pubblicato su Facebook e Twitter in occasione dei 3 giorni del #fairtradechallenge, la più grande pausa caffè del mondo organizzata da Fairtrade?

Niente paura! Ecco in un unico post le spigolature sul caffè e i chicchi di scienza a cura della dott.ssa Severino e della dott.ssa Miceli (perché il nostro è un sito “figo”!).

Alba PdB-2 Silvia PdB
  • Pare che il termine caffè derivi dall’arabo Qahwa che significa “bevanda eccitante”, successivamente Kahve in lingua turca.
  • Una leggenda Yemenita narra di un pastore che nota l’irrequietezza delle proprie capre dopo aver brucato alcune bacche rossastre. Parla dell’accaduto con un monaco, il quale prepara con le stesse bacche una bevanda che lo sostenne nella veglia per dedicarsi alla preghiera.
  • Furono i mercanti veneziani ad introdurre il caffè in Italia, in Francia, in Germania e in Inghilterra. La domanda crebbe enormemente e gli europei, sul finire del 1600, iniziarono a coltivarlo in maniera estensiva tra Asia, Africa e America, a Giava, in Martinica e nelle Antille.
    Nel 1810 il caffè diventa la principale risorsa economica del Brasile.
  • Le prime caffetterie sorgono ad Istanbul (allora Costantinopoli) nel 1554. La prima “Bottega del caffè” nacque a Venezia nel 1615.
  • Due sono le specie di caffè più note: la Coffea Arabica e la Coffea Canephora (Robusta). L’Arabica è molo pregiata per il suo aroma intenso. Dalla Robusta deriva un caffè più forte e corposo rispetto all’Arabica.
  • Il caffè decaffeinato non priva il caffè del suo aroma perché il gusto del caffè dipende dalla concentrazione di sostanze aromatiche che si sviluppano durante il processo di tostatura. La rimozione della caffeina invece avviene prima di questo processo, quando i chicchi sono ancora crudi.
  • Buone notizie per chi soffre di mal di testa. Grazie al suo effetto vasocostrittore, il caffè attenua la cefalea di tipo tensivo. Inoltre, diversi studi scientifici, hanno dimostrato che la caffeina, legandosi ai recettori delle cellule nervose, svolge una vera e propria azione analgesica.
  • Come riconoscere il caffè di qualità? Se lo si acquista in chicchi se ne può far cadere uno per terra: se rimbalza, il caffè è buono. Per riconoscere la qualità del caffè macinato, invece, si versa un cucchiaino di polvere in un bicchiere d’acqua: se questa rimane a galla è buon segno.
  • Un piccolo trucco per esaltare il gusto del caffè consiste nel mettere nell’acqua della moka un granello di sale grosso.
  • Quanti caffè dobbiamo bere per goderne i benefici senza correre rischi? I medici consigliano alle persone sane, senza particolari patologie, di non superare i 300 mg di caffeina al giorno, che corrispondono a 3-4 tazzine.
  • C’è più caffeina in un espresso del bar o in una tazzina della moka? Ecco alcune indicazioni:
    – Una tazza (150 ml) di caffè filtrato all’americana: 115 mg
    – Una tazzina (50 ml) di moka: 80 mg
    – Un espresso del bar (30 ml): 40 mg
    – Una lattina di Coca Cola: 46 mg
    – Una lattina di energy drink: 75 mg
  • La pianta del caffè è originaria dell’Etiopia, ma ormai è coltivata in tutto il mondo.
  • La caffeina è contenuta naturalmente nel caffè, nel tè, nel cacao, nel guaranà, nella cola e nell’erba mate.
    E’ presente nelle foglie, nei semi e nei frutti di queste piante.
    Agisce da insetticida contro i parassiti e da repellente per gli erbivori.
  • La caffeina appartiene alla famiglia degli alcaloidi purinici come la teofillina del tè e la teobromina del cacao.
    Ha effetto stimolante (diminuisce l’affaticamento e il sonno; il pensiero diventa più lucido), antidepressivo (migliora il tono dell’umore) e diuretico.
  • La teina nel tè e la guaranina nel guaranà sono nomi alternativi della caffeina, relativi alle diverse specie botaniche dove è stata isolata in tempi differenti.
    La scoperta della sua struttura chimica è valsa il Premio Nobel per la Chimica a Hermann Emil Fischer nel 1902.
  • Il caffè non contiene solo caffeina, ma anche sostanze antiossidanti come l’acido caffeico e l’acido clorogenico con funzioni antinfiammatorie e ipoglicemizzanti.
  • La caffeina viene utilizzata per migliorare le prestazioni sportive nelle prove di resistenza.
    Dal 2004 l’Agenzia Mondiale Antidoping non la considera più una sostanza dopante: continua a monitorarne i livelli nelle urine degli sportivi, ma non esiste una concentrazione proibita.
    In realtà l’aiuto dato dalla caffeina è davvero minimo e molto soggettivo.
  • La caffeina viene utilizzata negli integratori alimentari per la riduzione del peso corporeo: il suo effetto sul sistema nervoso centrale provoca la liberazione di adrenalina, ormone che scinde i trigliceridi utili per produrre energia.
    Ma attenzione al dosaggio!
    L’adrenalina è anche la responsabile delle palpitazioni e della tachicardia associate all’assunzione di troppi caffè.
  • Oggigiorno il processo di decaffeinazione del caffè è totalmente sicuro: nella tazzina non troveremo alcun residuo tossico delle sostanze utilizzate nel trattamento.

 

Brioche all’albicocca e zenzero

Di solito i miei abbinamenti si basano sul tè, ma per partecipare al #fairtradechallenge, la più grande pausa caffè del mondo indetta da Fairtrade, Alba e io abbiamo deciso di usare il caffè, facendo ricadere la nostra scelta su un prodotto nicaraguese.
Fairtrade sta cercando di stimolare la scelta e il consumo consapevole di caffè per aiutare i piccoli produttori sparsi per il mondo nella loro lotta quotidiana alla povertà e al cambiamento climatico.
Nel video seguente si può ammirare il loro lavoro e come i nostri soldi attraverso Fairtrade li aiutino: tutto in una tazzina di caffè!

Il caffè del Nicaragua è conosciuto come “caffè lavato” e la sua varietà Maragogype ha il primato per i chicchi più grandi.  Coltivato in montagna su crinali di origine lavica, viene classificato a seconda dell’altitudine a cui è raccolto.

In tazza è fragrante e complesso: superate le naturali note di noce e nocciola date dalla tostatura, si viene colpiti da un bouquet dove spicca preponderante la vaniglia, seguita dalla frutta tropicale.  Di medio corpo, cremoso e con una moderata acidità lo trovo perfetto con il cioccolato, le albicocche e i frutti di bosco.

Così ho pensato di abbinarci una brioche fruttata dalla dolcezza variabile data dal miele: infatti potete aumentarne la dose per rendere la brioche più dolce o diminuirlo. Essendo il miele un liquido regolatevi anche con la farina da aggiungere 🙂

Lungi da me paragonare questa brioche alla famosissima “brioscia col tuppo” siciliana, ma detto tra noi, la mia non si offende se la vorrete provare con una deliziosa granita al caffè e panna, magari preparata proprio con il caffè Fairtrade. 😉

Per questa soffice brioche con frutta secca, Alba propone in abbinamento una Malvasia delle Lipari Passito, vino dolce e morbido, di intensa aromaticità, supportata da una vena acida e da una sapidità minerale di ottima persistenza.

Valeria

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Frolla ripiena alla crema di caffè

Oggi si fa merenda con un dolcetto semplice e goloso che profuma di caffè.

Per realizzare questo guscio di pasta frolla dal cuore cremoso ho scelto un caffè arabica 100% proveniente dal Nicaragua e certificato Fairtrade.

Il Nicaragua è il più grande Paese del centroamerica e uno dei più interessanti e variegati dal punto di vista naturalistico con una incredibile biodiversità.

Purtroppo è il secondo Paese più povero dell’America Latina dopo Haiti.

La sua economia è prevalentemente ancorata al settore agricolo. Il territorio nicaraguense soffre di una grande vulnerabilità al cambiamento climatico e ai fenomeni naturali come uragani, alluvioni, siccità e terremoti che penalizzano fortemente i piccoli agricoltori per i gravi danni subiti ai raccolti.

Sulle montagne Amerrique, nella parte nord occidentale del Nicaragua, si producono i migliori caffè del mondo e proprio qui diverse cooperative di contadini hanno intrapreso la via del commercio equo aderendo al sistema di certificazione del Fairtrade.

La prospettiva del commercio equo risale agli anni Novanta quando il Paese, appena uscito da una sanguinosa guerra civile, affrontava una pesante crisi economica e sociale.

All’epoca il prezzo del caffè aveva subito un brusco calo, mettendo in ginocchio intere famiglie di coltivatori. Finalmente, grazie alle regole del Fairtrade, i contadini oggi possono godere di un prezzo minimo garantito, evitando di rivolgersi ai commercianti locali che impongono loro dei prezzi assolutamente bassi e inaccetabili.

Inoltre i piccoli produttori possono ora usufruire di programmi di formazione tecnico-agraria che permette maggiori rese delle piantagioni nell’ottica del rispetto dell’ambiente e che limita sensibilmente l’uso di fertilizzanti e concimi chimici.

Last but not least, mentre una parte degli investimenti va direttamente al piccolo produttore ed è improntata al miglioramento dell’azienda, un’altra parte è disponibile per attività e risorse finalizzate allo sviluppo della comunità: formazione, interventi sociali, microcredito per le donne.

Insomma quando acquistate un pacco di caffè siate consapevoli!

Se ad una fumante tazza di caffè preferite un calice di vino, suggerisco in abbinamento un Passito di Pantelleria, vino dall’attacco dolce e avvolgente, sostenuto da una decisa spalla acida e da una gradevole mineralità di fondo.

Alba

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Bavarese “Caffè Marocchino”

Qualche giorno fa, mentre Alba e io discutevamo delle prossime ricette, la mia socia si è lanciata in una proposta: “Del prossimo Martedì for Dummies me ne occupo io: faccio il Pan di Spagna! Però poi tu sabato mi fai la Bavarese! ^_^ “. Ovviamente non potevo dirle di no, anzi…mi è partita la scimmia! 😀
Ho iniziato a pensare che la Bavarese sì è un ottimo dolce al cucchiaio, con la sua base di pan di spagna, la crema bella soda e l’invitante topping, ma di solito è un dolce per la Primavera/Estate dove si sfrutta l’abbondanza di frutta e il servizio freddo; guardo fuori dalla finestra: Inverno pieno! 😦
Poi penso anche che il termine Bavarese deriva da un modo di servire il tè al latte ancora in voga nel nord della Francia e della Germania e inizio a creare l’idea di una Bavarese più austera, meno fronzoli e fragoline carine, con un carattere invernale.

La bagna per il Pan di Spagna è un semplice latte dolcificato, ma potreste sostituirlo con una bagna al Rum se il dolce fosse destinato a soli adulti.

Il titolo poi è stato scelto per ricordare il “Caffè Marocchino” con il quale potreste perfettamente abbinare questo dolce: sul fondo della tazzina mettete polvere di cacao (o di cioccolata calda per un lussurioso “Mocaccino”), aggiungete schiuma di latte e un po’ di latte caldo e infine versate il caffè (la quantità di un espresso).

Siete come me affezionati al tè? Provate ad abbinare questa Bavarese ad una tazza di tè Assam TGFOP Mokalbari East, servito con un cucchiaino di crema di latte (o panna fresca) e volendo con un cristallo di zucchero candito.

Alba propone in abbinamento un Passito di Pantelleria, vino dolce e avvolgente sostenuto da una spalla acida e da una gradevole mineralità di fondo.

Valeria

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