L’Hummingbird Cake e i 5 anni di Passioni da Bere

E’ passato un lustro da quando Passioni da Bere ha fatto la sua comparsa nella nostra e, spero, nella vostra vita e cinque anni sono un traguardo da festeggiare con tutti gli onori. Per questo ho deciso di proporvi una torta esageratamente calorica e imponente, che quest’anno compie i suoi 40 anni, e che nella cultura americana è entrata nella tradizione: la Hummingbird Cake.

La ricetta della “torta colibrì” venne inviata nel lontano 1978 alla rivista Southern Living dalla signora L.H. Wiggins (classe 1914) di Greensboro, North Carolina e inserita in una pagina in cui si suggerivano ricette alla banana. Il successo fu esplosivo!

La Hummingbird cake divenne in poco tempo famosa e richiestissima, tanto da diventare un confort food tipico americano: sarà per la dolcissima glassa al burro e formaggio o per gli strati che ricordano molto il banana bread.

Nel tempo la ricetta originale, vera e propria esplosione di calorie, è stata declinata in versioni più leggere e contemporanee, ma per una coerenza storica oggi vi propongo proprio quella della signora Wiggins, con il consiglio di condividerla con più amici possibili, nel vero spirito di un compleanno!

Nel video, originale della rivista, potete vedere il procedimento e il volume degli ingredienti in “cup”, per quanto mi è stato possibile ho tradotto con grammi e millilitri in modo da agevolare chi non dovesse possedere i misurini adatti.

In caso non riusciste a trovare l’estratto di vaniglia, vi consiglio di sostituirlo nella glassa con lo zucchero a velo vanigliato, mentre nella torta potete aggiungere tranquillamente i semi contenuti nel baccello di vaniglia.

Una bella tazza di tè è particolarmente indicata come accompagnamento a questo dolce sontuoso, in particolare vi suggerisco un Dong Ding, tè oolong dalle note di frutta, da infondere più volte durante la degustazione.

Alba suggerisce in abbinamento un A.A. Chardonnay passito, delizioso nettare dai sentori di frutta tropicale, dotato di mineralità salina e freschezza a bilanciare.

Valeria

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Anzac biscuits

Il 25 Aprile è il giorno dell’ Anniversario della liberazione d’Italia, ma in altri stati rappresenta diverse festività: ad esempio in Australia e Nuova Zelanda è l’Anzac day!

ANZAC è un acronimo che sta per Australian and New Zealand Army Corps e l’Anzac day è la giornata in cui si commemorano tutti gli australiani e neozelandesi che hanno servito e sono morti in tutte le guerre, in conflitti e operazioni di peacekeeping e il contributo e la sofferenza di tutti coloro che hanno servito.
Uno dei simboli culinari di questa giornata sono i biscotti Anzac: croccanti fuori, dolci e deliziosi.

Durante la Prima Guerra Mondiale le signore che rimasero in Patria decisero di raccogliere fondi per il fronte producendo questi biscotti: senza uova vista la penuria durante la guerra e secchi per durare di più.

Qualche tempo fa ho visto la ricetta di questi biscotti sul blog di Ines (una delle nostre fan) e mi è venuta voglia di rifarli: ho leggermente modificato la ricetta, ma ho mantenuto l’idea di sostituire il Golden Syrup con il miele.

Provateli con una tazza di Yunnan d’Or, tè cinese prezioso, dai sentori di caramello e frutta secca.

Alba propone in abbinamento un calice dorato di Orvieto Classico Muffa Nobile, vino dolce e vellutato, fresco e piacevolmente sapido. Il finale regala ritorni caramellati.

Valeria

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Biscotti salati di farina di ceci con salsa all’avocado e yogurt

Iniziamo questo menù pasquale senza glutine con un aperitivo divertente e speziato.

I biscotti sono a base di farina di ceci, ma se siete fan delle panisse o delle panelle (fette di polenta di farina di ceci fritte), vi esorto a commutare la ricetta per realizzare delle panisse aromatiche e ideali da accompagnare alla salsa: quindi eliminate il bicarbonato e il burro e aumentate l’acqua a 540ml; realizzate una polenta cuocendo e mescolando in continuazione la farina con l’acqua e, alla fine, le spezie; lasciatela riposare in uno stampo bene oliato e quando sarà solidificata tagliatela a fettine sottili; friggete le fettine in abbondante olio caldo.

La salsa invece è una specie di guacamole allo yogurt impreziosito dal gusto piccante della senape e del peperoncino. Il fieno greco che vedete tra gli ingredienti è una spezia molto utilizzata in India e rientra tra i componenti del curry: ideale come ricostituente, ha un sapore amarognolo.

Come per tutti gli ingredienti, anche per le spezie, fate molta attenzione alla contaminazione crociata.

Accompagnate il tutto con un bicchiere di Darjeeling freddo a piacere decorato con fettine di limone o cetriolo.

Alba propone in abbinamento un Franciacorta Brut, fragrante, fresco, sapido con un ricco e persistente perlage.

Valeria

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Tempura di coste

Eccoci arrivati al piatto di mezzo di questo interessante menù: una tempura di coste di bietole.

La tempura è una frittura giapponese (ma di origine europea) molto delicata e leggera che avvolge pesce, crostacei e verdure senza appesantirle ulteriormente. Normalmente nella pastella è incluso anche un uovo, per dare maggiore spessore, ma in questa versione vegana si sente più il sapore dell’antica ricetta.
Il segreto di tanta croccantezza è lo sbalzo di temperatura tra il pezzo da friggere e l’olio bollente: la pastella si cristallizza non assorbendo ulteriore olio. Per riuscire a mantenere questa caratteristica è importante preparare e mantenere una pastella freddissima: l’utilizzo di acqua da frigo e l’espediente di mettere il contenitore a bagnomaria nel ghiaccio durante le operazioni di frittura aiuteranno al meglio.

Ovviamente come in tutte le fritture: OCCHIO AGLI SCHIZZI!

Ho scelto le coste perché di stagione e per preparare qualcosa di diverso, ma siete liberissimi di usare tutte le verdure, alghe e funghi che vi possano ispirare.

Tra la dolcezza delle coste, la pastella croccante e il sottile gusto speziato del sale al curry assaggiate una tazza di Darjeeling Margaret’s Hope, tè che riuscirà ad armonizzarsi perfettamente tra tutti questi sapori.

Alba propone in abbinamento un Orvieto Classico Superiore vino bianco pieno, affilato di buona struttura, dal marcato sottofondo minerale.

Valeria

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Corn and Ginger cookies

DSCN2666In questo martedì pre-natalizio vorrei iniziare con dei cookie in stile americano molto dolci e zenzerosi: proprio quelli che si vedono nei film tondi, pieni di crepe e dalla consistenza particolare.

Ho voluto personalizzarli aggiungendo alla ricetta della farina di mais e dello sciroppo d’acero che esaltano ancora di più il gusto sottile delle spezie e dello zucchero integrale.

Gustateli con una tazza di tè dal gusto natalizio come Matrioska, tè nero con sciroppo d’acero, cannella, popcorn e petali bianchi di fiordaliso, oppure con una semplice tazza di Ceylon per godervi tutte le sfumature del biscotto.

Alba propone in abbinamento un A. A. Moscato Giallo Passito, vino dolce, acidulo, teso, di lunga persistenza.

Valeria

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Biscotti ai cereali e fibre di frutta

La ricetta di oggi è dedicata a tutti i possessori di un estrattore di succo o di una centrifuga che cercano un modo per riutilizzare lo “scarto” ovvero la fibra (e in alcuni casi parte della polpa) che rimane dopo aver estratto tutto il succo da frutta e ortaggi.

Dopo il nostro menù dalle splendenti note gialle e aver gozzovigliato tra uova (vere o di cioccolato) e altre mille delizie, ci si ritrova a voler riprendere un regime alimentare più sano (ma senza le privazioni quaresimali) un po’ in vista della stagione calda, un po’ per non appesantirsi in questo Aprile sonnacchioso: largo quindi a frutta e verdura, a sapori più freschi o comunque più pungenti per risvegliare le papille gustative e il corpo, a passeggiate sempre più lunghe, a i picnic nelle belle giornate, insomma largo a una vita più attiva.

Chi ha scelto di possedere un estrattore di succo come me, ha fatto un piccolo investimento: attualmente infatti questi apparecchi costano mediamente di più di una centrifuga, ma io trovo che il sistema con coclea (una vite di Archimede) e filtro cestello, al posto del disco di metallo che sminuzza, corrisponda più al mio gusto, producendo un succo denso, che non si separa e talmente gustoso, da aver voglia di masticarlo. E poi mi ricorda quel macchinario che si usava quando ero piccola per fare la salsa di pomodoro, anche se il mio era a manovella e bisognava darsi il cambio ogni tot. 😀
La produzione propria di succhi è utile per avere un prodotto sano e personalizzabile ogni volta, ma anche per consumare quantità di frutta e verdura che normalmente non si assumerebbe tutta assieme: il mio ragazzo, ad esempio, è un tipo refrattario alla verdura, così quando torna dai suoi Km in bicicletta gli faccio trovare un bel bicchierone di succo di frutta in cui casualmente sono caduti anche sedano, carote, cetriolo, spinaci o altra verdura di stagione consumabile cruda e magari qualche pezzetto di spezia succosa (come lo zenzero) o di erba aromatica (come la menta) per dargli uno sprint in più! 😉

Per chi se ne intende è possibile anche produrre dei latti vegetali con un discreto successo, io di solito faccio il latte di mandorle quando sono più propositiva e non vado a comprare quello già fatto al negozio BIO! 😛

L’estrattore produce uno “scarto” compatto, molto meno umido di quello di una normale centrifuga, ma come riutilizzare questa fibra che è assolutamente un peccato buttare?
C’è chi lo trasforma in compost per il giardino o la campagna o chi come me lo riutilizza nelle ricette per rimetterlo in circolo.

In questo caso ho realizzato dei frollini ricchi di frutta e cereali partendo dallo “scarto” di un delizioso succo mela/pera/arancia/zenzero e dallo “scarto” prodotto per realizzare 1L di latte di mandorle.
Per ottenere 200g di “scarto” infine ho approfittato della visita di alcuni amici e ho realizzato parecchio succo, in caso contrario potreste “attendere” di arrivare alla quota conservando lo scarto precedente in congelatore, ben sigillato: al momento opportuno basterà scongelarlo.

Il mio suggerimento è di giocare sulle sostituzioni: provate a utilizzare fiocchi di cereali diversi, diverse farine (l’importante è che siano “deboli” cioè poco proteiche), frutta disidratata diversa (invece dell’uvetta largo ai frutti di bosco, alle prugne, alle albicocche, ecc.), spezie diverse e ovviamente “scarto” diverso.

Infine una nota pratica: la consistenza di questi biscotti non è particolarmente dura come potrebbe essere un GranCereale, ma più simile a un morbido biscottone. Questo dato però è parecchio indicativo visto che molto si basa sull’umidità residua dello “scarto” utilizzato.

Provateli a colazione o come merenda, magari accompagnandoli ad una tazza di Darjeeling SF, tè nero indiano dalle note fresche e che si fondono perfettamente con il mix di sapori.

Alba suggerisce in abbinamento una Cagnina di Romagna, vino appena dolce, di velata tannicità e dal finale fresco e leggermente fruttato.

Valeria

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