Insalata esotica con ananas Fairtrade

Anche quest’anno Passioni da Bere parteciperà alla Fairtrade challenge: una settimana promossa da Fairtrade, culminante nel weekend, dove organizzare eventi pubblici e privati e promuovere il consumo dei prodotti equo-solidali.

“Il primo prodotto Fairtrade, il caffè, è apparso nei Paesi Bassi nel 1988. Quasi 30 anni più tardi, più di 35.000 prodotti del commercio equo sono venduti in tutto il mondo e il numero aumenta di anno in anno: sempre più agricoltori e lavoratori, attraverso il loro impegno, possono costruire una vita più dignitosa e un futuro migliore per le loro famiglie e comunità. Il sistema internazionale Fairtrade, infatti, assicura che le aziende paghino un prezzo più equo per ciò che viene coltivato, oltre a una somma extra di denaro – il Fairtrade Premium– destinata ad agricoltori e lavoratori, da investire nelle loro organizzazioni o comunità.
La “Challenge 2017” coinvolgerà anche i consumatori di Austria, Belgio, Canada, Danimarca, Finlandia, Germania, Australia, Corea, Olanda, Nuova Zelanda, Norvegia, Polonia, Sudafrica, Spagna, Svezia e Stati Uniti. L’obiettivo è organizzare l’evento Fairtrade più grande al mondo: un’
occasione per i consumatori di sentirsi parte di un movimento globale, con la consapevolezza che tramite le proprie scelte di consumo si possono sostenere i produttori dei Paesi in via di sviluppo.”

La ricetta di oggi è una insalata dai gusti forti ed esotici che utilizza l’ananas in scatola Fairtrade originario di Visahakit Chumchon in Thailandia, mentre nel fine settimana posteremo ben 2 ricette a base di prodotti Fairtrade per festeggiare la festa della mamma!

Gustate questa ricca insalata con un bicchiere di tè verde con petali di rosa e ciliegia servito freddo.

Alba propone in abbinamento un Alto Adige Gewurztraminer, vino bianco morbido, con intensi richiami aromatici e dalla gradevole sapidità.

Valeria

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Riso Venere con gamberetti e avocado

Partiamo dall’idea che il nero è un’ottima base cromatica per far risaltare i colori accostati. Ne è un esempio questo riso dai chicchi color ebano, scuri e brillanti, servito in una veste appena esotica con gamberetti e avocado.

L’insieme risulta sinergico anche nel gusto e nei profumi: i chicchi restano separati, al dente e le consistenze dei sapori sono contrastanti: si uniscono la morbidezza della polpa dell’avocado con la tenacia del riso coi gamberetti.

L’avocado (aguacate in spagnolo, termine di origine azteca) è un frutto burroso ricco di acido folico e lipidi preziosi come l’acido oleico.

Il profumo tipico di questa varietà di riso che ricorda il pane appena sfornato si armonizza con l’aromaticità prorompente e fresca della scorza di limone.

Consiglio in abbinamento un A.A. Muller Thurgau, vino bianco delicatamente aromatico e fresco tracciato da piacevole sapidità e da sottili percezioni agrumate.

Valeria propone in abbinamento un bicchiere di Cranberry Tie Guan Yin, oolong aromatizzato fresco e intenso che regala al piatto un’ulteriore nota esotica.

Alba

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Capitoli 12 -13, una tazza di Kenya e tartine pollo e avocado.

Capitolo 12: potrebbe intitolarsi “Tempistiche”… Elisa scopre da Ornella che Daniele ha mollato tutto e tutti durante il famoso aperitivo per andarsene subito dopo che lei era fuggita. Elisa continua a fare la gnorri! Torna a casa e nella cassetta delle lettere trova…un biglietto aereo intestato a Daniele di nove anni prima mai usato! E ci trova anche lui nell’androne delle scale che chiede spiegazioni…

Capitolo 13: 9 anni prima. Sera stessa dell’arrivo di Daniele all’aeroporto. Elisa e Daniele escono a cena insieme in una trattoria sui navigli (Aldo, il proprietario è una specie di secondo papà per Daniele): scopriamo poco a poco la vita di Daniele, il suo girovagare per il mondo al seguito del padre e del suo pessimo rapporto con lui, della sua infanzia solitaria. Rimaniamo affascinate dal suo essere biglia impazzita e passionale: pronto da lì a un mese a ripartire e presente in quel momento.

Sei l’unica persona che mi fa venire voglia di restare. (Fine capitolo 13)

Il Kenya Marinyn non viene citato apertamente in questi capitoli, ma se ne sente la presenza nell’aria: specie nella stanza del giovane Daniele tra l’incenso bruciato e le lenzuola stropicciate, nel buio di un abbraccio e nell’oscurità di un atrio.
Devo dire che dei Tartufini al Drambuie sarebbero stati perfetti, ma ho optato per delle tartine salate.
In caso voleste una variante alcolica
Alba suggerisce in abbinamento un Greco di Tufo, vino bianco dal sorso piacevolmente segnato dal tratto fresco-sapido, con persistenza rinforzata da richiami minerali.

Valeria

Tartine al pollo e avocado o guacamole (ricetta originale)

Ingredienti:

  • pane in cassetta bianco e integrale
  • pollo arrosto
  • maionese
  • avocado
  • succo di limone
  • sale e pepe

Tagliate finemente il pollo e amalgamatelo in una ciotola con la maionese, aggiungendovi sale e pepe. In un’altra ciotola, mescolate l’avocado schiacciato e il succo di limone, poi aggiungete il pepe. Stendete il composto al pollo su una fetta di pane bianco e coprite con una fetta di pane integrale. Su quest’ultima spalmate la salsa di avocado e coprite con un’ultima fetta di pane bianco. (Si consiglia di tenere i tramezzini in frigorifero per due ore, coperti dalla pellicola, e tirarli fuori un’ora prima di servirli.)

* Come variante, potete sostituire la salsa all’avocado con il guacamole, mescolando in una ciotola l’avocado schiacciato, pomodori tagliati a cubetti (di 5 mm circa), uno spicchio d’aglio, una cipolla, un peperoncino piccante sminuzzato e succo di limone o lime.

Tartine al pollo e avocado (mia variante)

Ingredienti:

  • pane in cassetta bianco e di segale
  • petti di pollo
  • maionese
  • avocado
  • prezzemolo
  • semi di senape infusi nell’aceto di mele
  • aglio in polvere
  • sale e pepe

Grigliate i petti di pollo condendoli con sale, pepe e un pizzico di aglio. Frullateli con la maionese per formare una mousse.

Sbucciate l’avocado e schiacciatelo condendolo con prezzemolo, senape, aceto e sale.

Formate le tartine stratificando: pane bianco, mousse di pollo, pane di segale, salsa all’avocado, pane bianco decorando con un po’ di mousse di pollo e senape.

Pops al salmone e caprino con zenzero e avocado

Un antipasto freddo e un cocktail d’antan per innamorarsi ai primi assaggi.
Questa è la mia proposta ispirata a due incantevoli pellicole cinematografiche assai diverse e ben distanti temporalmente di quasi sessant’anni.
La prima è Casablanca, un’autentica pietra miliare consegnata alla leggenda del cinema di tutti i tempi. Un film che travolge e porta lontano.
Sono numerose le scene memorabili in cui il tenebroso Rick, interpretato da Humphrey Bogart, e Ilssa, una bellissima Ingrid Bergman in stato di grazia, si scambiano sguardi languidi con una coppa di champagne in mano.
Del resto la bottiglia di Veuve Clicquot 1926 divenne celebre proprio grazie a queste inquadrature.
E allora come potevo non includere un flute di Cocktail Champagne in questo menù ad alto tasso di romanticismo? Basterà l’effervescenza delle bollicine per sentire la testa leggera e per riscoprirsi amanti proprio come Rick e Ilssa già in un solo sorso.
Il Cocktail Champagne ha un profilo elegante ed essenziale ed accompagna molto bene gli aperitivi.
Pare sia comparso nel 1889 quando in una competizione tra giornalisti newyorkesi un certo John Dougherty vinse ideando proprio questa miscela così raffinata.
Tuttavia anche i francesi ne rivendicano l’origine collocandola nei primi anni 30 e nell’abitudine al consumo di champagne anche addizionato con cognac, che del resto è un celebre distillato francese.

Ma cambiamo set e passiamo al secondo film.
Si tratta di Pane e Tulipani di Silvio Soldini, un film lontano dai canoni della commedia all’italiana, forse un film dal gusto francese.
Licia Maglietta interpreta Rosalba, una casalinga che durante una tristissima gita tra compaesani, si ritrova in fuga dal suo ruolo di moglie e madre e dal suo sistema di abitudini.
Lo scenario della fuga è una Venezia poco turistica, mentre la sua attenzione amorosa ed amorevole è tutta rivolta al misterioso cameriere Fernando interpretato da Bruno Ganz, che le offrirà ospitalità a casa sua, una ricca colazione e una lettera gentile.
Dopo un primo smarrimento, Rosalba offrirà a se stessa una chance per scoprirsi capace di essere qualcos’altro, di mostrare dei talenti, di sentire la tenerezza dell’amicizia, di lavorare fuori dall’ambito domestico.
Fernando e Rosalba si incontrano per la prima volta proprio nel ristorante dove lui le spiegherà, col suo italiano aulico, di trovarsi “nella spiacevole situazione di poterle offrire solo piatti freddi”.
Così ho pensato che per ricreare la magia del primo incontro sarebbe stato opportuno un antipasto freddo, servito in modo gioioso e colorato che lasci un buon sapore e che sorprenda un po’ proprio come il tratto di trasognata svagatezza che rapisce per tutta la durata della scena.

Anche Valeria suggerisce di abbinare a questo stuzzichino un flute di chamapagne, ma ravvivato dalla verde nota del Matcha, in un cocktail diverso e fusion.

Alba

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Biscotti salati di farina di ceci con salsa all’avocado e yogurt

Iniziamo questo menù pasquale senza glutine con un aperitivo divertente e speziato.

I biscotti sono a base di farina di ceci, ma se siete fan delle panisse o delle panelle (fette di polenta di farina di ceci fritte), vi esorto a commutare la ricetta per realizzare delle panisse aromatiche e ideali da accompagnare alla salsa: quindi eliminate il bicarbonato e il burro e aumentate l’acqua a 540ml; realizzate una polenta cuocendo e mescolando in continuazione la farina con l’acqua e, alla fine, le spezie; lasciatela riposare in uno stampo bene oliato e quando sarà solidificata tagliatela a fettine sottili; friggete le fettine in abbondante olio caldo.

La salsa invece è una specie di guacamole allo yogurt impreziosito dal gusto piccante della senape e del peperoncino. Il fieno greco che vedete tra gli ingredienti è una spezia molto utilizzata in India e rientra tra i componenti del curry: ideale come ricostituente, ha un sapore amarognolo.

Come per tutti gli ingredienti, anche per le spezie, fate molta attenzione alla contaminazione crociata.

Accompagnate il tutto con un bicchiere di Darjeeling freddo a piacere decorato con fettine di limone o cetriolo.

Alba propone in abbinamento un Franciacorta Brut, fragrante, fresco, sapido con un ricco e persistente perlage.

Valeria

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La ricetta di un burger vegetariano per un #Planet5050 by 2030

Eccoci di nuovo alla nostra consueta ricetta “in rosa” per la Festa della Donna, uno spazio in cui lasciamo un po’ da parte l’aspetto prettamente culinario per parlare di un argomento che il più delle volte viene preso sottogamba gli altri 364 giorni e che molte delle pratiche quotidiane a cui siamo abituate non fanno che inasprire: la discriminazione e l’uguaglianza di genere.

Le donne hanno diritto al pieno e uguale godimento di tutti i loro diritti umani e di essere libere da ogni forma di discriminazione. Tuttavia, la discriminazione nei confronti delle donne persiste in molte aree, direttamente e indirettamente, attraverso le leggi, le politiche, le norme sociali, le pratiche e gli stereotipi di genere. L’uguaglianza di genere di fronte alla legge non significa necessariamente che le donne in pratica hanno pari opportunità.

Questa infografica delle Nazioni Unite dà un’occhiata più da vicino alle varie forme di discriminazione che le donne devono affrontare nel mondo (quindi anche da noi).
Infographic: Human rights of women

Mentre questa ci dà l’idea che l’uguaglianza di genere è ancora lontana.
Infographic: Gender equality – Where are we today?

La ricetta di oggi è volutamente “maschile” nell’aspetto, in quell’ottica in cui si vuole i pub e le paninoteche frequentate da uomini, “violenta” per quel coltello piantato come se nulla fosse ed “eccessiva” per quell’idea che le donne non possono e non devono mangiare, ma il tutto è in versione vegetariana… quasi un affronto allo stereotipo; gli ingredienti usati vengono quasi tutti da imprese femminili, dal commercio equo-solidale e dal BIO (per identificare le imprese femminili rivolgetevi ai commercianti o alla camera di commercio).

La ricetta della polpetta di barbabietola è tratta dritta dritta da Clea, autrice del blog Clea Cuisine.

Gli ingredienti sono per 6 panini, numero ideale da dividere tra amiche e amici o tra parenti, in una convivialità che esige l’aiuto in cucina, la condivisione e la discussione. Da bere potreste scegliere la classica birra Porter, o una tazza di Kukicha tostato, tè giapponese dal gusto forte e dolciastro con una delicata nota di caffè che ricorda il cioccolato fondente o , come consiglia Alba in abbinamento, un Sannio Falanghina, vino bianco dall’assaggio fresco, scorrevole e sapido in chiusura.

Valeria

veggie burger violence

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