Semifreddo vanigliato con salsa al caramello e granella di amaretti

Non so nel resto d’Italia ma qui a Roma l’exploit di temperatura quasi estiva mi ha colto impreparata. Persa nella logica del cambio stagione, che sto per organizzare con metodo ormai collaudato, mi sono lasciata prendere dalla voglia di qualcosa di fresco e goloso.

Nella credenza ho scoperto di avere degli amaretti che stazionano da un paio di mesi nascosti tra pacchi di biscotti e spezie dolci, così mi sono fatta venire l’ispirazione e ho realizzato questa bontà al cucchiaio semplice ma raffinata, dalla consistenza a metà tra un gelato e una mousse.

Un piccolo consiglio: per preparate la salsa al caramello munitevi di un termometro da pasticceria e se vi avanza conservatela in frigo ben chiusa in un barattolino di vetro.

Suggerisco in abbinamento un Moscato Passito di Pantelleria, vino dalla dolcezza vellutata che stempera in una verve fresca e sapida. Meravigliosi echi olfattivi e una lunga persistenza.

Valeria suggerisce una tazza di Ceylon UVA, tè forte, quasi balsamico per contrastare la dolcezza di questo semifreddo.

Alba

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Trifle di pesche tabacchiere con crema al cioccolato bianco

Recatevi in riviera di Ponente spingendovi fino a Ventimiglia, oppure percorrete la via Emilia e raggiungete Bologna. In questo secondo caso siate discreti, l’amore vuole intimità.
Da questo punto di partenza, armatevi di Passione e mettetevi alla ricerca degli ingredienti segreti per preparare un piatto da veri gourmet.

Iniziate con l’andare su selciati di montagna e raccogliete sapientemente l’ Artemisia absinthium e fatene un distillato d’assenzio salutando la fatina verde tanto cara a Toulouse-Lautrec. Ci vuole una parte di follia.

Ebbri d’assenzio vi ritroverete vostro malgrado a scalare la vetta del monte Huashan in Cina, in una rete di sentieri impervi e pericolosi che conducono alla “casa del tè”. Assistete alla cerimonia del tè in religioso raccoglimento. Meditate su quanto bisogna sudare nella vita per arrivare alla meta e quanto grande sia la dose di coraggio mista a una puntina d’incoscienza.

Con un balzo spazio-temporale eccovi a Triora, un borgo suggestivo macchiato dal sangue antico delle streghe processate e condannate nel periodo dell’Inquisizione. Il femminile fa paura, una studiosa di antropologia lo sa.

Dalla Babilonia della stazione Termini, prendete l’86 o il 38 per giungere a via Salaria 113. Buttatevi a capofitto nei giochi di ruolo giostrandovi tra aule, lezioni, esami ma fate attenzione che questo mondo incantato non finisca per prendere troppo in giro il vostro futuro. Siate lungimiranti.

Dulcis in fundo (anzi dulcis in forno, considerando che il termometro sfiora i 40°C in questo rovente 25 luglio) mescolate con sapienza tutti questi ingredienti e aggiungete un pizzico di esotico rimpianto.

Non vi resta che impiattare: scegliete per la mise en place forme giunoniche, prosperose ma ben proporzionate e avrete confezionato una splendida Valeria 🙂

Brindate con un calice di Asti Spumante, vino dolce, fresco, leggero di alcol e dalla piacevolissima persistenza.

Se siete amanti dell’agrumato Valeria suggerisce di abbinare questi trifles a un bicchiere di fresco Lady Grey, in caso contrario la scelta di un Darjeeling Oolong è sempre perfetta.

Felice compleanno socia!

Alba

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Risotto rosso alla zucca con amaretti

Giornate uggiose, un mese di novembre che si esprime con la forza delle sue piogge.

Non mi dispiace affatto. È l’occasione giusta per sfoggiare il mio trench stile Casablanca e i miei stivali da pioggia neri e lucidissimi.

I primi freddi offrono anche l’opportunità di portare in tavola risotti cremosi e fumanti.

Quello che vi propongo oggi ha i colori caldi di questa stagione, l’aromaticità dei tini, la dolcezza un po’ ruvida degli amaretti.

È un piatto elegante nella sua semplicità e assai ricco di contrasti anche nella consistenza.

Delizierà i palati più eleganti con un piacere vellutato e croccante e un gusto dolce e aromatico.

Vi consiglio di abbinare il risotto allo stesso vino che userete in cottura, un Alto Adige Schiava, vino rosso fresco e leggero, dai tannini levigati e dal tipico finale ammandorlato.

Valeria invece vi propone in abbinamento una tazza di Darjeeling Seeyok Second Flush, tè nero biologico dalle note di mandorla e sentori di caramello che ben si sposano con la zucca e gli amaretti.

Alba

risotto

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“Declinazioni di un Amaretto” … un dolce per il compleanno di Alba

Alba è la mia socia (così piace chiamarci quando siamo gasate e attive) in questo progetto che va avanti ormai da più di un anno; la mia socia alcoolica come la chiamo io e la mia socia rustichella, come si definisce lei, a causa della sua passione (da me in fondo condivisa) per una cucina rustica e sanguigna.

Oggi è il suo compleanno (ma alle signore non si chiede l’età…diciamo che ha 17 anni e non li sente! 🙂 ) ed ho creato questo dolce che le dedico con tutto il cuore!

“Declinazioni di un Amaretto” si snoda sul filo rosso del gusto particolarissimo della mandorla, in una costruzione forse non troppo elegante e ardita per la pasticceria moderna, ma che di sicuro riesce a fondere in sé stessa diverse consistente per una esperienza sensoriale appagante.

L’uso di formine, meglio se in silicone, mi ha aiutato molto nella riuscita tecnica dei vari pezzi, ma con un po’ di fantasia potrete trovare altri metodi per costruire la vostra Declinazione.

Abbinate questo dessert a una tazza di Grand Yunnan per esaltare ancora di più le note decise della mandorla ed accompagnare piacevolmente quelle della frutta.

Alba suggerisce in abbinamento un calice di Moscato d’Asti, vino bianco dolce, fresco e di intensa aromaticità.

Valeria

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Zabaione “Resuscita Morti”

Una piccola composizione in perfetto stile Halloween: un terreno brullo con un albero spettrale, una lapide antica e scolorita ed un fantasma che sorge da un liquido giallo e caldo.

Superata l’iniziale diffidenza, si scopre che tutto è commestibile ed anche goloso: allora perché non spezzare un ramo ed intingerlo in quello che è un rigenerante zabaione?
Oppure dare un morso allo spaventoso spirito?

La preparazione non è troppo laboriosa e potete decidere di saldare tra di loro i biscotti con del cioccolato fuso o della glassa reale, oppure di lasciarli appoggiati al bicchierino, pronti per essere mangiati.

Se tra i vostri ospiti ci sono anche bambini si potrebbe sostituire lo zabaione con una semplice crema inglese oppure con il Mulled Pear Juice, l’importante è che sia caldo e fumante.

Con questa delizia ho deciso di abbinare una tazza di Mamri Assam servito con zucchero e latte: forte, dolce e avvolgente.

Considerando la presenza del Marsala nella preparazione dello zabaione, Alba lo propone nella tipologia Dolce. E’ un vino liquoroso, ricco e di grande persistenza gusto-olfattiva.

Valeria

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