La Ratatouille d’Inverno

Il mese scorso ho salutato l’Estate proponendovi le “Farfalle con la ratatouille” e in quel frangente vi ho accennato alla possibilità di declinare la ratatouille in maniera invernale usando la zucca (Cucurbita moschata) e verdure di stagione…neanche a farlo apposta e l’autunno è arrivato con il suo freddo portando al banco dell’ortofrutta proprio gli ortaggi che mi servivano e quindi eccola qui: La Ratatouille d’Inverno.

Per la zucca la scelta è ricaduta su una violina di Ferrara, ma sentitevi liberi di usare qualsiasi zucca della specie Cucurbita moschata: deciderete voi quale vi piace di più.

Non essendo una ricetta tradizionale, ne esistono una infinità di varianti: con il cavolfiore, con la polpa di pomodoro, con le castagne, con i funghi, con i porri e via discorrendo. L’importante è, secondo me, scegliere una manciata di ortaggi di stagione armonizzandone il gusto.

Infine il mazzetto aromatico è un bouquet di erbe legato con dello spago da cucina: facile da inserire nella preparazione, facile da togliere.

Gustate questa ratatouille con una tazza di Darjeeling, tè che si sposa perfettamente con le note aromatiche del piatto.

Alba consiglia in abbinamento un Alto Adige Sauvignon vino bianco fresco, minerale e lungo e vegetale nel finale.

Valeria

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Involtini di prosciutto crudo e asparagi su insalata di fave

La primavera oltre che il risveglio dei fiori e della frutta, dona anche delle bontà verdi difficilmente rintracciabili nel resto dell’anno: gli asparagi e le fave.

Complice il fatto che il mio padrone di casa mi ha regalato un bel mazzo di asparagi freschi, ho pensato di portare in tavola un piatto fresco e sfizioso.

L’asparagera è una pentola creata appositamente per la cottura degli asparagi, ma in fondo utilizzabile per tanti altri ingredienti: è stretta e alta, di solito corredata di cestello interno. La forma è l’ideale per cuocere gli asparagi lasciandoli in piedi, in modo da lessare la parte più dura e cuocere al vapore quella più tenera.

Ritorna qui l’accoppiata limone-semi di papavero che già vi avevo proposto negli scones e nulla vi vieta di accompagnare questa pietanza proprio con loro al posto del pane.

Abbinatelo a una tazza di Silver Green, tè Darjeeling in versione verde che accompagna perfettamente i sapori difficili degli asparagi e delle fave.

Alba consiglia in abbinamento un A.A. Sauvignon, vino bianco leggermente aromatico, dal bouquet floreale e fruttato, sorso fresco, armonico, di buon corpo.

Valeria 

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Padellata di cavolini di Bruxelles con castagne

Ecco un contorno facile da realizzare ma particolare nel gusto. In un solo piatto infatti troviamo sapori netti e precisi: l’amarognolo dei cavolini, la dolcezza delle castagne e la sapidità della pancetta rosolata.

Insomma una ricetta per palati pronti a sperimentare abbinamenti forse un po’ insoliti, in una veste nuova.

Inoltre, dal punto di vista della salute, i cavolini di Bruxelles sono una fonte preziosa di antiossidanti, vitamine e sali minerali preziosi per andare incontro ai primi freddi.

Purtroppo il sapore deciso di questi piccoli ortaggi non viene sempre apprezzato ma questo contorno pieno di sfumature ne saprà mitigare l’intensità e renderli più invitanti.

Consiglio in abbinamento un A.A. Sauvignon, vino bianco elegante, morbido dotato di buona freschezza e sapidità minerale.

Valeria suggerisce di abbinare a questo classico piatto delle feste inglese, una tazza di Genmaicha per contrastare l’untuosità del piatto.

Alba

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Le Tagliatelle con cipolle della Fiera della cipolla di Mezzolara

Durante lo scorso fine settimana a Mezzolara, frazione del comune di Budrio (BO), si è svolta la tradizionale Fiera della Cipolla: una sagra in cui la cipolla è protagonista sui banchi degli agricoltori, nelle rappresentazioni artistiche, ma sopratutto a tavola con i piatti della tradizione, ma anche innovativi.

Passioni da Bere è andata a curiosare e dopo aver affrontato la fila per il pranzo nella suggestiva cornice del parco di Villa Rusconi, finalmente ha assaporato e fotografato le pietanze servite.

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Per rimanere in tema tra le numerose proposte spiccavano la zuppa di cipolle, la scaloppa di maiale al friggione, la cipolla fritta, le cipolle alle curcuma, le cipolline stufate all’aceto balsamico e senape e persino una particolarissima panna cotta alla vaniglia con salsa alla cipolla dolce.

Più di tutti però, è stato apprezzato un piatto dall’anima emiliana: le tagliatelle con la cipolla! Se pensate che l’unico modo per mangiarle è con il ragù di carne, ricredetevi e provate questa ricetta tutta vegetariana, dal sapore dolciastro e unico.

Provate questo piatto con una tazza di Darjeeling Castleton, tè indiano dalle note agrumate che ben si sposa con la dolcezza della cipolla.

Alba propone in abbinamento un A.A. Sauvignon, vino bianco di buona struttura, fresco, corredato da una scia sapida e persistente.

Valeria

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Legumi marinati in agrodolce su barchetta di peperone topepo

 

peperoni gialli varietà "Topepo"
peperoni gialli varietà “Topepo”

Le barchette di peperone crudo sono dei piccoli antipasti dal sapore deciso e intenso, il ripieno può variare da creme di vario tipo a insalate più o meno ricche: in questo caso ho optato per dei peperoni “topepo”, piccoli e dolci e per un misto di verdure marinate in una salsa agrodolce dal sapore antico.

L’intensità di queste barchette può essere accostata a piatti altrettanto intensi, magari a base di carni dalla ricca glassatura e patate, oppure grigliate succulente. Non fatevi ingannare dalla presentazione delicata: è roba per veri uomini! 😀

Il centro di questa preparazione, lasciatomelo dire, è la marinata: intensa, agrodolce, avvolgente e quasi peccaminosa.
wpid-p_20150825_114301_df.jpgVi ho dedicato un po’ di tempo nello scegliere gli ingredienti, tanto che mi sono preparata da sola la salsa di senape partendo direttamente dai semi (magari un giorno vi darò la semplice ricetta), ma a voi consiglio di acquistare una senape di buona qualità (guardate gli ingredienti: semi di senape e aceto sono gli indispensabili, meno ci sono altri ingredienti meglio è!); l’aceto che ho utilizzato è un monovitigno di Chardonnay, profumato e di corpo, ma se siete fan dell’aceto di vino rosso o di quello balsamico potete sperimentare con ottimi risultati. Infine le spezie: la cannella è un pizzico perché ho grattato direttamente la polvere dalla stecca, in caso usaste quella già macinata, assicuratevi che sia molto aromatica; mentre per il pepe mi sono lasciata tentare dalla varietà “lungo”. Questo tipo di pepe è piuttosto raro da trovare (sostituitelo senza troppi rimorsi con quello nero), ma nelle fiere ben fornite non è difficile acquistarlo da qualche speziale, il suo aroma quasi balsamico e il gusto piccante e agrumato ben si sposano con tutta la preparazione.

In tazza vi consiglio uno dei miei tè rossi cinesi preferiti, lo Yunnan d’Or, ricco e dalle mille sfumature che sostiene perfettamente l’aromaticità.

Alba consiglia per la tenue tendenza dolce di questo mix vegetale e l’ aromaticità della salsa un A.A.Sauvignon, vino bianco intenso, morbido, di buona sapidità e freschezza.

Valeria

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Porrata bianca – Salsa speziata ai porri (vegana)

Quella che vorrei presentarvi oggi è una ricetta tratta da un frammento di un libro di cucina del XIV Secolo intitolato “LVII RICETTE D’ UN LIBRO DI CUCINA DEL BUON SECOLO DELLA LINGUA”, una ricetta medioevale dunque e, per chi volesse sorprendersi ancor di più, vegana.

Nel medioevo durante il periodo Quaresimale, non solo era d’obbligo consumare pasti “di magro”, ma anche l’astenersi dal mangiare prodotti derivati dagli animali (gli animali acquatici avevano una classificazione differente), quindi anche il latte era escluso dalle preparazioni: uno dei sostituti più utilizzati fu il latte di mandorle che qui vediamo in versione “salata”.

Interessante leggere il testo originale di questa salsa densa e aromatica:

Se vuoli fare porrata bianca per xij persone, togli due libre di mandorle e una oncia di gengiove fine bene pesto, e togli iiij maci di porri, e mettigli a lessare; e quando sono bene cotti, pure il bianco, scolali dell’ acqua e battigli. E togli le mandorle ben lavate e ben monde e stemperate con acqua poca e bene colate; e mettile a bollire col porro, e fallo bene cuocere, e mettivi del detto gengiove che tu ài. Questa vivanda vuol esere biancha e bene spessa; e poni spetie sopra scodella.

L’autore dà la ricetta per 12 persone, ma ho creduto più opportuno ridimensionare le quantità a 4 persone, e mentre nello scritto originale si partiva dalle mandorle intere per la preparazione del latte, nella mia moderna svogliatezza mi sono affidata ad un latte di mandorle in bricco BIO e tutto italiano: solo acqua e mandorle, senza l’aggiunta di dolcificanti o altro.

Densa e aromatica può essere spalmata su dei crostini, mangiata a cucchiaiate o usata come accompagnamento per altre portate.

Ho voluto provare questa salsa aromatica abbinandola ad un tè nepalese, molto simile al Darjeeling, proveniente dal giardino Maloom: le sue note di mandorla ben si sposano con tutta la preparazione.

Alba propone in abbinamento un A.A. Sauvignon, vino bianco di buona struttura, fresco, corredato da una scia sapida e persistente.

Valeria

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