Capitolo 26, una tazza di Gunpowder e tartine al cetriolo

Elisa continua la sua “investigazione” recandosi alla tabaccheria-ufficio postale. Qui incontra Pietro, il figlio della proprietaria, lo stesso che saltuariamente aiuta Vittoria nel suo giardino. Non riesce a ricavare molte informazioni sulle possibile spedizioni. Sul far della sera Roccamori iniza a entrarle dentro e a dischiudere sentimenti ed emozioni sopite.

Il capitolo viene intitolato al tè “viaggiante” per eccellenza: il Gunpowder.
Per accompagnarlo ho scelto delle semplici tartine con burro salato, cetrioli e scorza di limone.
Alba suggerisce in abbinamento un Alto Adige Pinot Bianco, vino dalle delicate note di mela golden e fiori di campo, fresco, erbaceo e leggero.

Valeria

Tartine ai cetrioli

Ingredienti:

  • pane in cassetta
  • cetrioli tagliati a fettine sottili
  • burro (o formaggio spalmabile)
  • sale e pepe

Spalmate due fette di pane con il burro (o con formaggio morbido, tipo Philadelphia), sistemate su una fetta i cetrioli tagliati a fettine sottili, cospargete di sale e pepe, copriteli con l’altra fetta.

* Come variante, potete aggiungere una spruzzata di limone e qualche foglia di menta.

Insalata fresca di quinoa

Il 2013 è stato eletto dalla FAO l’anno della quinoa, potente alleato nella lotta alla fame, alla malnutrizione e alla povertà.
Ma che cosa è esattamente la quinoa?
La quinoa è uno pseudo-cereale che per secoli è stato il nutriente principe delle popolazioni andine e ancora oggi è alla base della dieta delle popolazioni Quechua e Aymara.  E’ naturalmente priva di glutine e viene spesso consigliata come fondamentale nelle diete per celiaci eguagliando in Kcal i più comuni mais, riso o grano, ma dando un ottimo apporto di proteine di qualità (come la Lisina) e decisamente più bilanciate. In più ha un buon apporto di fibre, acidi grassi “buoni”, vitamine e minerali come il ferro, il magnesio e lo zinco.
Profondamente adattabile dal punto di vista della coltivazione, si stanno avviando progetti per individuare le regioni migliori dove avviare la coltura di questo “super-cibo”. Uno di questi progetti è “Quinoa Felix” in Campania i cui obbiettivi sono verificare l’adattabilità delle varietà di quinoa e la selezione delle varietà più adatte per la regione, valutare le caratteristiche funzionali, nutrizionali e chimiche della quinoa, sviluppare un supporto tecnologico per l’intero ciclo di produzione, perfezionare la produzione e l’uso della quinoa, effettuare analisi di mercato per i prodotti a base di quinoa.

L’insalata che vi propongo oggi è sia un ottimo contorno che, in quantità maggiori, un piatto fresco per una gita primaverile.

Abbinate a questa insalata un bicchiere di fresco Darjeeling con una fettina di limone che completerà con una nota acida il sapore del piatto.

Alba suggerisce in abbinamento un A. A. Pinot bianco, vino dall’assaggio coinvolgente e nitido puntellato da freschezza e stuzzicante sapidità.

Valeria

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Albicocche con robiola di capra e pinoli in rigatino toscano

Apriamo il sipario del cenone di Capodanno con un aperitivo composto da piccoli bocconi golosi pieni di contrasti. Come in una tavolozza troviamo la dolcezza della frutta secca, la vellutata pungenza della robiola e la sapidità del rigatino toscano.

Per essere più precisi si tratta in questo caso di uno squisito rigatino di Greve in Chianti, ricavato dalla parte più pregiata della pancetta del maiale che viene salata, aromatizzata e stagionata per circa quattro mesi.

È un aperitivo molto rapido da preparare che accenderà subito la curiosità dei vostri ospiti mentre in tutta calma ci si siede a tavola pregustando una lunga e piacevole serata.

Per il brindisi iniziale consiglio un A. A. Pinot Bianco, vino che invade il palato con pungente mineralità e supporto fresco ben sostenuti da un discreto abbraccio alcolico. Suggestioni di erbe aromatiche in chiusura.

Valeria invece suggerisce un Ceylon Dimbula FOP Ratnapura freddo, servito con ghiaccio ed una fettina di limone come decorazione.

Alba

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Uova di quaglia in cocotte alle erbe primaverili

Dall’uovo più grande a quello più piccolo: ecco che dopo aver gustato l’uovo di struzzo nella nostra quiche, vorrei passare a presentarvi un antipasto caldo e cremoso, piccolo e intenso, dove sbuca dolce e carino un ovetto di quaglia.

Le uova di quaglia sono piccole, dal guscio chiazzato e fragile e hanno una membrana interna piuttosto resistente: questa combinazione le rende difficili da aprire in sicurezza (immaginate una ciotola con il tuorlo disintegrato e piena di pezzetti di guscio: ORRORE! :D).
Ovviamente basta sapere come fare: procuratevi un coltello dalla lama seghettata, con un colpo mirato incrinate il guscio, con la parte seghettata aprite la membrana e con un delicato gesto sgusciate il vostro ovetto senza rompere il tuorlo.
All’apparenza sembra un uovo di gallina molto piccolo, ma ha proprietà più salutari tanto che nell’Est Europeo viene usato come “medicinale”.

Tra le erbe primaverili spicca la borragine: spontanea da Aprile a Giugno nelle campagne liguri, è possibile trovarla presso i banchi dei contadini che ben conoscono la sua bontà.
E’ una pianta “tradizionale” che viene usata in molte preparazioni come i ravioli, i pansoti, le frittelle e le torte di verdure, ma anche come diuretico sotto forma di tisana.
Si sconsiglia il consumo crudo di questa verdura: un po’ per la sua peluria ispida al limite delle spine, un po’ perché risulta “negativa” per il fegato.

Ho pensato ad un tè oolong a bassa ossidazione dal ricchissimo bouquet floreale, il Tie Guan Yin che con il suo sapore intenso ben rende l’idea di primavera nel piatto.

Alba propone in abbinamento un A.A.Pinot bianco, vino sapido, teso dal finale fresco e piuttosto persistente.

Valeria

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Melanzane alla menta con tzatziki

Voglia di stare comoda in un camicione di lino, di tornare dalla spiaggia coi piedi ancora sporchi di sabbia e raccogliere le erbe aromatiche nell’orto per preparare qualcosa di fresco e conviviale.

Purtroppo sono ancora a Roma e nonostante sia agosto, sono riuscita a non farmi mancare la febbre alta e il mal di gola. Come si dice, il mio karma mi deve delle scuse.

Ma sognare davvero non costa nulla e preparare questa grigliata di melanzane di ispirazione greca equivale per me oggi a far scorrere tra una mano e l’altra un pugno di sabbia di Elafonissi.

Propongo in abbinamento un Alto Adige Pinot Bianco, vino piacevolmente fresco, minerale, sapido, dalle piacevoli note fruttate.

Per la sua stupenda aromaticità e la vellutata consistenza della salsa, Valeria consiglia di provare questo piatto con una tazza di Chun Mee.

Alba

Melanzane alla menta con tzatziki
Melanzane alla menta con tzatziki

Ingredienti per lo tzatziki Continua a leggere Melanzane alla menta con tzatziki

Mini tartelettes printemps

Pasqua, la Primavera che corre in ogni direzione, un bel pranzo con le persone che si vogliono aver vicino, un aperitivo in piedi sorseggiando un calice di vino bianco o un bicchiere di tè freddo e…

…dei piccoli cestini dai colori primaverili che occhieggiano da un plateau e che invitano a farli sparire in un morsetto, in un bacio.

Ho pensato a questi stuzzichini proprio con l’idea di qualcosa di effimero e veloce, qualcosa che appagasse senza rovinare una buona conversazione in attesa del pranzo, o magari per riempire il buchino nello stomaco, mentre si aiutano i padroni di casa.

Facili da eseguire, sono anche indicati per una preparazione anticipata e con tutta calma.

Consiglio di preparare un Ceylon Dimbula FOP Ratnapura freddo e servirlo con ghiaccio ed una fettina di limone come decorazione

Alba propone in abbinamento un calice di Alto Adige Pinot bianco, vino fresco, delicatamente morbido e di buona sapidità.

Valeria

mini tartelettes

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