Capitolo 36, una tazza di Rooibos chai e congolais al cioccolato bianco e lamponi

Elisa, dopo aver scoperto che Fernanda conosceva la madre, si precipita al negozio della donna per affrontarla e chiedere spiegazioni. Viene così a sapere che in effetti erano amiche e che il paese si sente in colpa per come l’hanno trattata. Poi viene a sapere che Vittoria e il padre di Alba ebbero una relazione subito scoperta e finita “per la maledizione degli amori perduti” che colpisce i discendenti dei proprietari della Casa delle Camelie.

Le persone di base rimangono le stesse, ma a volte cambia la nostra percezione: Fernanda passa da un Rooibos con una nota di cannella a un complesso chai. Così ho deciso di accompagnare questo capitolo con dei congolais più complesi, arricchiti dal cioccolato bianco e dai lamponi.
Alba propone in abbinamento un Alto Adige Moscato rosa, vino dolcemente aromatico, delicato e con intense note di rosa in bocciolo.

Valeria

Congolais al cioccolato bianco e lamponi

Ingredienti

  • 140g di cocco grattugiato
  • 60g di cioccolato bianco grattugiato
  • 60g di zucchero
  • 1 cucchiaino di lamponi essiccati
  • 1 pizzico di sale
  • 2 albumi

Preriscaaldate il forno a 160°C.

Amalgamate tutti gli ingredienti e formate con le mani circa 20 bocconcini.

Foderate una teglia con carta da forno e adagiatevi i bocconcini.

Infornate per circa 12 minuti o finché i bordi non saranno dorati (fate attenzione perché la base tende a bruciarsi facilmente).

Sfornate e lasciate raffreddare.

Île flottante

Passioni da Bere nasce esattamente quattro anni fa in coincidenza con l’equinozio di primavera.

È un progetto fortemente voluto e coltivato con dedizione, un progetto a mio avviso pieno di fascino e che in occasione del compleanno merita di essere celebrato con un dessert che ne rappresenti in qualche modo la bellezza.

Uova, zucchero e latte. Bastano davvero questi tre semplici ingredienti per creare la magia di un dolce al cucchiaio molto femminile che si compone di soffici quenelle adagiate su un letto di crema inglese. Delizioso, facile, d’effetto.

Nei ricettari francesi, questa delicata meringa che galleggia sulla crème anglaise, una crema priva di farina, si trova spesso alla voce œufs à la neige, uova alla neve.

Vi invito dunque a provare questa nuvola morbida e spumosa decorata con caramello e scaglie di mandorle in abbinamento ad un Moscato Passito di Pantelleria, dal gusto dolce e carezzevole, ben bilanciato da una vena di freschezza e sapidità con una scia minerale e ritorni ammandorlati.

Valeria suggerisce invece una tazza di Dragon Pearl, delicato tè profumato al gelsomino, che completa il panorama gustativo del piatto.

Alba

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Crostata con la crema di mele

Felice festa di Ogni Santi a tutti e felice 1° Novembre: spero che la notte di Halloween sia stata mostruosamente divertente! 😉

Proprio stanotte sono rientrata (vi lascerò il dubbio se a cavallo di una scopa o dentro un treno) dalla bellissima città di Napoli dove ho assistito al matrimonio dei miei amici Marianna e Tommaso e, oltre al bottino di confetti, in valigia c’era anche un sacchetto di mele Annurca della campagna della madre della sposa. Così ho pensato di proporvi una bella crostata di mele…in cui le mele non si vedono!

La follia di questa torta è che sembra fatta con la crema, ma ha quel gusto in più di mela che ha fatto impazzire il mio ragazzo. Ho ricavato il succo dalle mele usando un estrattore, ma potete benissimo usare una centrifuga o comprare il succo già fatto, e per arrivare al volume di 500ml ho spremuto 2 mele alle quali ho aggiunto il succo di 1 arancia.

Infine quello che sembra uno scherzetto in questo dolcetto ( 😀 ok, ok la smetto!) è l’aggiunta della polvere di senape che sorprendentemente dona alla crostata una nota deliziosa.

Alba consiglia in abbinamento un Trentino Moscato Giallo Passito, vino dolce fruttato, aromatico, fresco di discreta morbidezza.

Valeria

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Torta Foresta Nera (con le amarene e il maraschino)

A una settimana dal 31 Ottobre è tradizione di Passioni da Bere iniziare con le proposte per il menù speciale di Halloween, ma visto che quest’anno Alba e io siamo impegnatissime su altri fronti, abbiamo deciso di saltare questo appuntamento (ma vi lasciamo ai 3 menù degli scorsi anni consultabili QUI) e vi promettiamo che recupereremo con un menù speciale nel mese di Novembre.

Oggi quindi non vi proporrò il tradizionale stuzzichino, ma una sontuosa torta fatta per il compleanno del mio ragazzo: la Foresta Nera…con un pizzico d’Italia.

JpegLe prime tracce documentate della Foresta Nera (intesa come torta e non come regione montuosa tedesca) risalgono ai primi anni del ‘900: i suoi colori richiamerebbero quelli dei costumi tradizionali o della foresta nelle sue sfaccettature e il suo gusto si fa forte delle ciliegie tipiche di quella regione.

Anche se di grande impatto visivo, la torta Foresta Nera è relativamente facile da preparare essendo un pan di spagna al cacao ripieno di panna, ciliege e cioccolato e ne esistono diverse versioni: quella con pan di spagna bianco e nero, quella con la cioccolata nell’impasto, quella fatta con la gelatina, con la marmellata o con le ciliege fresche, ma io optato per quella più facile e da servire in giornata.

L’utilizzo delle amarene in sciroppo è una deliziosa soluzione che procura anche una parte della bagna: basterà diluire leggermente il denso sciroppo con un po’ di acqua.

Alla bagna tradizionalmente si unisce anche il Kirschwasser un liquore tipico della Foresta Nera fatto con le ciliege che crescono in questa regione, ma non avendone ho optato per un più popolare Maraschino; in caso la torta fosse realizzata per dei bambini: omettete il liquore.

Pensando ad un tè che si sposasse con il gusto del cacao e la cremosità del ripieno vi propongo uno Grand Yunnan, tè rosso cinese dall’aroma fruttato e dal gusto deciso.

Alba consiglia un Recioto di Valpolicella vino dolce e morbido, avvolgente, con tannini vellutati e acidità ben dosata. Lunga scia fruttata.

Valeria

Jpeg

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Zuppa inglese meringata

La zuppa inglese è tra i dolci italiani più famosi in patria, specialmente nella zona del Centro. Le sue origini sono dubbie: alcuni ipotizzano che il nome derivi dall’abitudine di servire questo dolce ai turisti inglesi altri (ed è l’ipotesi più amata qui in Emilia) che sia una rielaborazione del dolce inglese chiamato Trifle importato alla corte dei Duca D’Este nel 1500 grazie agli scambi diplomatici e commerciali.

La zuppa inglese si compone normalmente di un prodotto da forno (pan di spagna o savoiardi), imbevuto di liquore (alchermes e, a volte, rosolio) e intervallato da abbondante crema pasticcera bigusto.

Nella versione che voglio proporvi oggi la carica “zuccherina” del dolce è portata a livelli sublimi con la decorazione di morbida meringa.

Abbinatela a un bicchiere di Raggio di Sole freddo, infuso dalle note fresche e speziate.

Valeria

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Piccole angel food con glassa agli agrumi e codette

Oggi è la Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia ed è anche la Giornata Mondiale contro l’Ipertensione Arteriosa: non c’entrano nulla l’una con l’altra, ma visto che si parla di “fobia” e “pressione” mi verrebbe da dire <<state tutti calmi!>>.

Ok, a parte gli scherzi, ritorniamo alle cose serie perché entrambe le motivazioni di questa giornata sono importanti e purtroppo recepite dal grande pubblico in maniera distorta.

L’ipertensione arteriosa è una di quelle patologie “sottovalutate” che passa per lo più inosservata: peccato che l’ipertensione arteriosa è un problema che colpisce in Italia in media il 33% degli uomini e il 31% delle donne. Il 19% degli uomini e il 14% delle donne sono in una condizione di rischio (cioè il valore della pressione sistolica è compreso fra 140 e 160 mmHg e quello della diastolica è compreso fra 90 e 95 mmHg). Solo nella regione Emilia-Romagna gli ipertesi sono il 41% degli uomini e il 30% delle donne.
L’azione prolungata dell’ipertensione arteriosa non curata può portare a quella che è la terza causa di morte in Italia: l’ictus!
Alcune linee guida per la prevenzione dell’ipertensione sono: controllare il peso corporeo, contenere il consumo di alcol, evitare il fumo, limitare le condizioni di stress, ridurre l’apporto di sale e l’uso degli alimenti che ne sono ricchi (ad esempio gli insaccati), contenere il consumo di grassi animali (contengono colesterolo), non abusare di liquirizia, seguire una dieta ricca di magnesio e potassio (cereali, frutta, verdura, agrumi), esercitare regolarmente un’attività fisica.

LA RICETTA DI OGGI NON E’ DEDICATA A QUESTA GIORNATA! 😉

La ricetta di oggi è dedicata alla Giornata contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, perché un dolce non ha mai ucciso un omosessuale, ma la “paura” sì!
Grazie anche ai recenti sviluppi sulla legge per le unioni civili, il “problema” omosessualità è saltato di nuovo all’onore della cronaca sollevando il solito polverone.
Il 17 Maggio 1990 è il giorno in cui l’Organizzazione mondiale della Sanità ha rimosso dall’elenco delle malattie mentali l’omosessualità: da allora sono passati 26 anni e c’è chi ancora pensa che l’omosessualità sia una malattia (a quanto pare contagiosa) e chi ne sia affetto non abbia diritti né doveri o, nei casi peggiori, la dignità di essere umano.
In questa amarezza ho voluto dedicare un dolcetto in cui non ho lesinato con lo zucchero: una bomba leggera nella consistenza, frizzante e colorata.

Abbinatelo a una bella tazza di Darjeeling, che con le sue leggere note tanniche ben sostiene la dolcezza di queste tortine.

Alba propone in abbinamento un A.A. Gewurztraminer Passito, vino dolce ma non stucchevole, cremoso, sapido e puntellato da percezioni agrumate.

Valeria

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