Tuberi al forno con noci, miele e paprika

Avete già assaggiato il topinambur? Noto anche come rapa tedesca, o carciofo di Gerusalemme, è un tubero dal sapore ottimo e delicato a metà tra un fungo e un carciofo, una sorta di patata bitorzoluta che a prima vista sembra un bulbo di un fiore.

Si pela col pelapatate e viene impiegato per fritture, risotti, vellutate e croccanti insalate.

È un vegetale arrivato in Europa dall’America Latina nel 1600, e difatti il termine “topinambur” sarebbe una derivazione del nome indios di una tribù brasiliana.

Ho cotto il topinambur al forno insieme ad altre radici e per restare oltreoceano ho inserito nell’insieme sia la patata classica che quella americana, ovvero la patata dolce o batata.

La presenza di entrambe nelle zone più elevate delle Ande, risale al II millennio a.C.

La patata americana è una radice tuberosa dotata di una tendenza zuccherina che ricorda la castagna e ha un’elevata concentrazione di vitamina A, di poco inferiore a quella delle carote.

Vi invito dunque a provare questo contorno tutto vegetale dal gusto antico di terre lontane.

Propongo in abbinamento un Soave Classico, vino bianco morbido, scosso da freschezza agrumata e note sapide.

Valeria invece suggerisce una tazza di tè leggermente affumicato come il Russian Caravan.

Alba

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Crostata con la crema di mele

Felice festa di Ogni Santi a tutti e felice 1° Novembre: spero che la notte di Halloween sia stata mostruosamente divertente! 😉

Proprio stanotte sono rientrata (vi lascerò il dubbio se a cavallo di una scopa o dentro un treno) dalla bellissima città di Napoli dove ho assistito al matrimonio dei miei amici Marianna e Tommaso e, oltre al bottino di confetti, in valigia c’era anche un sacchetto di mele Annurca della campagna della madre della sposa. Così ho pensato di proporvi una bella crostata di mele…in cui le mele non si vedono!

La follia di questa torta è che sembra fatta con la crema, ma ha quel gusto in più di mela che ha fatto impazzire il mio ragazzo. Ho ricavato il succo dalle mele usando un estrattore, ma potete benissimo usare una centrifuga o comprare il succo già fatto, e per arrivare al volume di 500ml ho spremuto 2 mele alle quali ho aggiunto il succo di 1 arancia.

Infine quello che sembra uno scherzetto in questo dolcetto ( 😀 ok, ok la smetto!) è l’aggiunta della polvere di senape che sorprendentemente dona alla crostata una nota deliziosa.

Alba consiglia in abbinamento un Trentino Moscato Giallo Passito, vino dolce fruttato, aromatico, fresco di discreta morbidezza.

Valeria

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The Onion Queen: la salsa barbecue cotta in una cipolla

Di solito quando si viene invitati a un barbecue o a una grigliata è buona regola portare qualcosa per aiutare i padroni di casa che già si svenano con la carne o il pesce. Il classico dei classici è portare da bere, ma anche il dolce detiene la top ten, ma perché non provare anche con una bella insalatona, degli stuzzichini invitanti o, e qui c’è l’ovazione, direttamente la salsa barbecue fatta in casa.
(Giuro che prima o poi farò un post con le ricette “ideali” per una grigliata)

La salsa bbq è quella che io chiamo “definitiva” nel senso che, a parte quelle a base di uova o latte, praticamente racchiude tutte le altre salse! E’ anche detta dagli amici “la svuota frigo” perché riesce a ripulirlo da tutti quei barattolini che stanno lì a guardarti partire per le vacanze e che meditano il suicidio mentre tu non ci sarai.

p_20160802_102517_p_1.jpgL’idea invece di cuocerla in una cipolla è arrivata qualche anno fa, mentre il mio ragazzo e io eravamo ospiti di amici a Rimini: mentre si pianificava una grigliata per una sera, mi apparve sul tavolo una super-mega-cipolla, sarà stata 1Kg, e lì è scattato il “come la uso per esaltare la sua maestosità”?

Alla fine ecco nata la Onion Queen (così ribattezzata dal mio ragazzo): una cipollona svuotata e usata come camera di cottura della salsa barbecue, che diventa a sua volta una specie di sottaceto agrodolce per accompagnare le pietanze alla griglia.

La Onion Queen può essere cotta sia in pentola (consigliato per l’estate) sia in forno (per l’inverno) e la salsa può essere usata sia per marinare la carne prima della grigliatura (ad esempio pezzi grossi come le cosce di pollo), sia da spennellare durante la cottura (bistecche o spiedini), sia come accompagnamento a tavola.

Un consiglio è di NON aggiungere sale! Gli ingredienti sono già molto saporiti e quelli dolci servono a bilanciare il sapore (oltre che a caramellare la carne in cottura). Inoltre andate un pochino a sentimento: non avete la tahina, ma del burro di arachidi? Usate quello! Non sapete cos’è il miso? Omettetelo! L’importante è che il risultato finale vi piaccia.
A proposito del risultato finale: la salsa è immangiabile finché non si raffredda! Quindi se appena tolta dal fuoco vi venisse in mente di assaggiarla, non rimanete scioccati. (Se rimane immangiabile anche fredda allora c’è qualcosa che non va!).

Infine si conserva in modo eccellente in frigo e può essere anche congelata in porzioni.

Per una grigliata estiva l’ideale è un bel tè alla pesca, ma se volete proprio stupire preparate un oolong freddo alla pesca che con le sue note dolci (magari supportate da un po’ di sciroppo per dolcificare) si sposano perfettamente con il gusto della carne e della salsa; per una grigliata invernale invece suggerisco una tazza di Grand Yunnan, tè rosso cinese che esalta il gusto delle pietanze.

Per una grigliata mista di carni rosse accompagnate da questa meravigliosa salsa barbecue con cipolla, Alba consiglia un Dolcetto d’Alba, vino rosso di discreta struttura, buona morbidezza e piacevole sapidità.

Valeria

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Coleslaw

La coleslaw non è altro che una insalata di cavolo crudo legata da una ricca salsa.

Negli Stati Uniti è particolarmente apprezzata e le varianti degli ingredienti sia dell’insalata che della salsa sono infinite: la base è formata ovviamente dal cavolo (in questo caso cappuccio) con un po’ di carote per dare colore, a stretto giro si trovano di solito le cipolle, mentre tutti gli altri ingredienti come a esempio il mais sono a discrezione del cuoco. Le salse per legare più famose sono di solito a base di maionese, di latticello o di panna acida, ma nessuno vieta di usare lo yogurt o un condimento più esotico come la salsa di soia.

La coleslaw può essere usata sia come insalata di accompagnamento che come ripieno a sé stante magari di golosi panini. Nell’immaginario collettivo la morte della coleslaw è accanto al pollo fritto così come viene servita in una nota catena di fast-food, ma devo dire che l’ho usata con il pollo alla griglia (o al forno) marinato precedentemente nel limone, aglio e peperoncino e non sfigura per niente.

Provatela accanto a un bel bicchiere di Silver Green, tè verde del Darjeeling che con le sue tipiche note “occidentali” ben sostiene la ricchezza pungente di questo piatto.

Alba suggerisce un calice di Passerina, vino bianco giovane e fresco, piuttosto morbido e con un bouquet dalle note vegetali e di frutta a polpa bianca.

Valeria

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Biscotti salati di farina di ceci con salsa all’avocado e yogurt

Iniziamo questo menù pasquale senza glutine con un aperitivo divertente e speziato.

I biscotti sono a base di farina di ceci, ma se siete fan delle panisse o delle panelle (fette di polenta di farina di ceci fritte), vi esorto a commutare la ricetta per realizzare delle panisse aromatiche e ideali da accompagnare alla salsa: quindi eliminate il bicarbonato e il burro e aumentate l’acqua a 540ml; realizzate una polenta cuocendo e mescolando in continuazione la farina con l’acqua e, alla fine, le spezie; lasciatela riposare in uno stampo bene oliato e quando sarà solidificata tagliatela a fettine sottili; friggete le fettine in abbondante olio caldo.

La salsa invece è una specie di guacamole allo yogurt impreziosito dal gusto piccante della senape e del peperoncino. Il fieno greco che vedete tra gli ingredienti è una spezia molto utilizzata in India e rientra tra i componenti del curry: ideale come ricostituente, ha un sapore amarognolo.

Come per tutti gli ingredienti, anche per le spezie, fate molta attenzione alla contaminazione crociata.

Accompagnate il tutto con un bicchiere di Darjeeling freddo a piacere decorato con fettine di limone o cetriolo.

Alba propone in abbinamento un Franciacorta Brut, fragrante, fresco, sapido con un ricco e persistente perlage.

Valeria

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Focaccine di farro al profumo di salvia con pistacchi e cubetti di tofu rosolati servite insieme a maionese vegan con pesto di mandorle e gambi di carciofo

Metti una coppia che vuole concedersi una cena diversa dal solito, nel tepore delle mura di casa.

Siamo ai primi sguardi, ai primi gesti ancora un po’ compassati di chi si sta approcciando all’aperitivo.

In tavola il profumo fragrante preannuncia la croccantezza del pane appena sfornato. In realtà si tratta focaccine fatte con la farina di farro. Chi lo ha provato sa che il pane di farro ha un piacevole retrogusto nocciolato. I pistacchi triturati e la nota erbacea di salvia amplificano questo sapore così aromatico di frutta secca tostata. Il tofu rosolato nella salsa di soia fa da supporto.

Le mani un po’ nervose giocherellano e spezzettano la prima focaccina.

Ci vuole qualcosa di cremoso da spalmare o un intingolo vellutato per tuffare i pezzetti che si sbriciolano sulla tovaglia candida.

C’è un bellissimo mortaio col pestello dal quale fa capolino una salsa verde, una salsa delicata come la finta maionese che ne costituisce la base. Non ci sono uova, né può impazzire. Può solo abbracciare, come in questo caso, un pesto cremoso di mandorle e verdure appena scottate, tenaci.

Vi consiglio di sottolineare l’intimità del momento con un calice di A.A. Sauvignon vino bianco scattante, minerale, giocato su un’intensa e lunga persistenza agrumata.

Nell’atmosfera informale dell’aperitivo, Valeria suggerisce di abbinare queste focaccine ad un bicchiere di Sencha Kagoshima servito freddo, tè verde giapponese primaverile che dona un liquore delicato e leggermente dolce.

Alba

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Focaccine di farro al profumo di salvia e pistacchi con maionese vegan al pesto di mandorle e gambi di carciofo

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