Domani sarà il 1° Dicembre e quest’anno abbiamo deciso di voler condividere con voi le feste di fine e inizio anno con un bel contest dedicato a due ingredienti principe della cucina festiva e italiana: il baccalà e la mozzarella di bufala.

Mozzarella di bufala in carrozza con sformatini di pomodoro e basilico - Foto di Walter Romano
Mozzarella di bufala in carrozza con sformatini di pomodoro e basilico – Foto di Walter Romano

La mozzarella di bufala è considerata una vera perla della nostra cucina sia in Italia che all’estero e, purtroppo, è oggetto di falsi e truffe che ne macchiano il buon nome: allo scopo di arginare e controllare questa piaga è nato un consorzio per la produzione della Mozzarella di Bufala Campana DOP che sottostà a un rigido disciplinare.
Originario dell’Asia, il bufalo mediterraneo italiano è un bovino che produce un latte con un titolo in grasso minimo del 7,2% e con un titolo proteico minimo del 4,2%, quindi estremamente nutriente. Per avere la mozzarella DOP le bufale “campane” devono essere allevate e il loro latte lavorato nel territorio specifico del consorzio che non comprende solo la Campania, ma anche zone del Lazio, della Puglia e del Molise.
Le mozzarelle si possono presentare sotto forma tondeggiante classica, ma anche come bocconcini, trecce, perline, ciliegine, nodini e ovoline e con pezzature molto diverse fra loro partendo dai 10g fino ai 3Kg di una bella treccia. Anche il colore e il gusto possono variare: bianco porcellanato e delicato o marroncino e affumicato (sì, esiste anche la mozzarella affumicata!).
Quando poi si va a tagliare la mozzarella di bufala rivela la sua struttura a foglie sottili e il lieve rilascio di siero dall’odore di fermenti lattici.

Baccalà coi peperoni cruschi - foto di Walter Romano
Baccalà coi peperoni cruschi – foto di Walter Romano

Il baccalà, da non confondere come a volte avviene nel Nord-Est italiano con lo stoccafisso, è un ingrediente antico e usatissimo nella nostra cucina tanto da essere entrato a pieno titolo nella tradizione anche festiva.
Si tratta di merluzzo conservato sotto sale con tecniche diverse, ma che donano come risultato finale un prodotto in grado di essere trasportato e appunto conservato per parecchio tempo (in confronto a del merluzzo fresco). Questa caratteristica, specie nell’antichità, lo rendeva perfetto per essere trasportato nell’entroterra e stipato nelle dispense dei monasteri dove frati e monache hanno prodotto negli anni mirabili ricette di “magro” rimaste nella leggenda. Una curiosità: anticamente, appunto perché non si poteva consumare nessun tipo di ingrediente “carnoso” durante i giorni di magro e penitenza, il baccalà poteva essere condito solo con ingredienti di origine vegetale, compreso il latte di mandorla al posto di quello animale. I giorni di Vigilia erano considerati giorni di magro, ecco quindi che il baccalà entra nella tradizione festiva e si evolve in piatti sempre più saporiti e complessi.
Un appunto etico, il baccalà può essere prodotto partendo da due tipi di merluzzo diverso: quello Atlantico (Gadus Morhua) e quello del Pacifico (Gadus Macrocephalus), ma mentre la razza del primo soffre la pesca ormai massiva, gli esemplari di quello Pacifico sono molti di più. Ci piacerebbe che per questo contest potreste usare del baccalà di Merluzzo del Pacifico (detto anche Nordico) per una scelta più sostenibile.

Partecipare è semplice:

  • se non siete fan della nostra pagina Facebook, mettete un bel Like alla pagina;
  • create una o più ricette in cui siano presenti il baccalà e la mozzarella di bufala;
  • fate una bella foto;
  • spediteci via email la foto, la ricetta e una piccola presentazione della stessa;
  • se avete un blog o un sito citateci;
  • il tutto entro il 22 Dicembre.

Non stiamo nella pelle dalla curiosità di vedere le vostre ricette e potervi regalare un bel libro per la vostra collezione di cucina! 🙂

Le modalità, il regolamento e, sopratutto, il premio del contest sono descritte approfonditamente nelle pagine Regolamento e Premio.

Valeria e Alba