“Al momento del delitto stavo degustando con gli amici una bottiglia di Brunello di Montalcino del millenovecento”

Brunello di Montalcino Castello Banfi 1997 - Foto di Walter Romano
Brunello di Montalcino Castello Banfi 1997 – Foto di Walter Romano

Questa è la risposta che fa cadere l’alibi del maggior indiziato interrogato dall’investigatore Poirot. Agatha Christie risolve il giallo grazie a quel Brunello mai prodotto dato che quell’annata non era stata ritenuta all’altezza.

E ancora oggi, quando le uve non vengono ritenute degne di un vino così nobile e prestigioso, il Brunello non viene prodotto.

Il Brunello è considerato un vino di altissimo pregio, una delle punte di diamante della produzione enologica italiana. Vino che vanta schiere di estimatori e che occupa posizioni di eccellenza nel panorama vitivinicolo mondiale.

Grande vino rosso dunque, la cui storia nasce da una nota famiglia toscana e da un territorio preciso.

Nelle vigne di Montalcino in provincia di Siena, Ferruccio Biondi Santi, sul finire dell’ ‘800, ha selezionato un clone di Sangiovese e vinificato le sue uve in purezza. L’intuizione e il lavoro nella giusta prospettiva hanno portato alla creazione di un vino di aristocratica eleganza destinato a notevole capacità di invecchiamento.

Montalcino è un antico borgo di origini etrusche situato tra le valli dell’Asso, dell’Orcia e dell’Ombrone in una zona collinare dove i filari sono disposti in un modo tanto perfetto ed elegante che quasi lasciano presagire la grandezza dei vini prodotti.

Primo vino italiano ad avere la DOCG, è ricavato da uve Sangiovese in purezza prodotte nel territorio comunale di Montalcino.

E’ previsto l’obbligo di imbottigliamento esclusivamente nel comune di Montalcino a marcare lo stretto legame tra prodotto e territorio, tra terroir, vitigno e lavoro.

Deve essere sottoposto ad un invecchiamento di almeno 5 anni, di cui minimo 2 in botti di rovere e minimo 4 mesi di affinamento in bottiglia.

La tipologia Riserva deve essere sottoposta a un periodo di invecchiamento minimo di 6 anni, di cui almeno 2 in botti di rovere e minimo 6 mesi di affinamento in bottiglia.

Rosso rubino intenso dai riflessi granato o già meravigliosamente granato dopo anni di affinamento, è dotato di grande consistenza e dischiude un bouquet ampio, di straordinaria ricchezza olfattiva, con sentori di viola, mora, marasca, resina, pepe nero, legno aromatico, vaniglia, liquirizia in una fusione eterea.

Al palato è asciutto, austero, caldo, morbido ed elegante nella sua componente tannica, la persistenza gusto-olfattiva ha una durata emozionante.

Di fronte a un calice di vino così importante, soprattutto se di grande annata o all’apice della propria evoluzione, potreste scegliere di degustarlo come vino da meditazione magari insieme ad una persona speciale.

Se invece preferite valorizzare dei piatti strutturati, consiglio di abbinarlo a carni rosse e selvaggina, magari preparate con funghi o tartufi oppure a formaggi stagionati importanti.

Wine-Spectator, una delle più autorevoli riviste enoiche, ha riconosciuto proprio il Brunello di Montalcino Castello Banfi 1997, come una delle migliori vendemmie del ‘900, ponendolo in terza posizione, dopo un vino francese e uno californiano, nella classifica delle 100 migliori etichette al mondo.

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