Bignole con crema pasticcera

Dante dedicò un intero canto dell’Inferno ai golosi e io, in questo periodo, mi sento chiamata in causa 🙂  Vi siete imbattuti nella tentazione giusta!

Da Carnevale fino a San Giuseppe infatti, in cucina si frigge in un continuum godurioso che vede i bignè e le zeppole attrarci dalle vetrine delle pasticcerie.

Ma oggi è anche la festa del papà e ci vuole una ricetta semplice da realizzare perché non c’è regalo più gradito di quello fatto con le proprie mani.

Se anche voi amate esprimere tutto il vostro affetto con la soavità di un dolcino fritto e dal ripieno cremoso, indossate il grembiule da chef e mettetevi all’opera!

Per queste piccole bignole ci vuole un vino bianco dolce ma la dolcezza va controbilanciata da una vena sapida e minerale. Provate in abbinamento un calice di Moscato Passito di Baselice.

Valeria suggerisce invece una tazza di Matcha Geinmacha, tè verde giapponese dalle note minerali e di riso tostato.

Alba

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Raviole di San Giuseppe

19 Marzo. San Giuseppe e festa dei Papà. Mentre nel resto d’Italia si accende la diatriba sulle zeppole se al forno o fritte, se con l’amarena o meno, alla crema o altro, qui a Bologna sono tutti più “polleggiati” (tranquilli) perché a San Giuseppe ci sono le raviole!

La raviola è un dolcetto di pasta frolla, tipicamente a mezza luna o quasi, ripieno di mostarda bolognese, nella versione più tradizionale, o di altre confetture o cioccolata in quelle più estrose. In questo periodo si trova ovunque: nelle pasticcerie, dai panettieri e anche nei supermercati.

La mostarda bolognese è una tipica confettura della città quasi impossibile da trovare al di fuori e composta da un mix di mele e pere cotogne con l’aggiunta di semi di senape, anche se quest’ultimo ingrediente sta scomparendo.

Al suo posto potete benissimo usare una composta di prugne o una cotognata.

Se vi piace potete spruzzare la superficie delle raviole appena sfornate con del liquore come l’alchermes.

Abbinate questi dolcetti a una tazza di Earl Grey, tè aromatizzato al bergamotto, dalle note un po’ vintage.

Alba suggerisce in abbinamento un calice di Aleatico dell’Elba, vino dolce e succoso vinificato da uve appassite naturalmente al sole.

Valeria

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Capitoli 30 – 31, un bicchiere di rooibos alla cannella e arancia e biscotti di Prato al cacao

 

30. Elisa, in giro per Roccamori, capita nel negozio di Fernanda (oggetti in vetro artigianali) e le parla della camelia gialla di Vittoria e della sua sicurezza che sia quella che viene mandata ogni anno per il compleanno di sua madre. Scopre che è una Camelia Sinensis unica nel suo genere creata dopo la metà degli anni ’80. Infine le regala un anello giallo a cui tiene tantissimo: perché per Elisa è un giorno speciale.
Dire che questa Fernanda sa tutto è forse presuntuoso, ma CAVOLI! Inizia a essere quasi palese che l’intero paese sa qualcosa su Elisa che Elisa stessa non sa!

31. 31 anni prima. Daria e Renato sono nella serra della Casa delle Camelie: si amano appassionatamente e Daria gli comunica che lascerà il lavoro alla locanda, partirà e lascerà il tempo a lui di parlare con una fantomatica Lei per poi raggiungerla; lui è titubante.
Ovviamente sono la coppia del primo capitolo.

Nel romanzo “Le regole del tè e dell’amore” la figura del padre è vista come qualcosa di assente e, al tempo stesso, tragicamente fondamentale, in quella mancanza: ne sono un esempio il padre di Daniele e lo stesso di Elisa.
In questa giornata però voglio festeggiare la figura del padre presente, quello che, anche se non fisicamente, lo è ancora nella vita dei propri figli e che li accompagnerà per sempre.
Ho scelto quindi un biscotto che, al mio di papà, piace molto: che sia esso semplice o aromatizzato è sempre una festa assieme a un bicchierino di vino dolce.
Alba, infatti, consiglia in abbinamento un Vin Santo del Chianti, vino dolce equilibrato nella componente fresca, di efficace sapidità. Lunga la persistenza di miele e percezioni ammandorlate.

Valeria

Biscotti di Prato al cacao

Ingredienti:

  • 275g di farina 00
  • 25g di cacao
  • 220g di zucchero
  • 2 uova + 1 tuorlo
  • 125g di mandorle sgusciate
  • 25g di pinoli
  • la scorza grattugiata di un’arancia BIO
  • vaniglia

Preriscaldate il forno a 200°C.
Setacciate la farina con il cacao e formate una fontana sulla spianatoia. Praticate un cratere al centro della fontana e versateci tutti gli ingredienti tranne il tuorlo. Iniziate a impastare incorporando farina poco alla volta e ottenendo alla fine una pasta morbida e un po’ appiccicosa.
Foderate una teglia con della carta da forno, dividete l’impasto in due filoncini bassi e adagiateli sulla teglia.
Spennellate con il tuorlo la superficie dei filoncini e infornateli per circa 20 minuti.
Sfornateli e lasciateli intiepidire per un quarto d’ora, quindi tagliateli a fette.

Bocconotti ripieni di crema e amarena su riduzione di vino dolce

Per una festa ben riuscita non possono mancare le componenti golose.

Il 19 marzo è San Giuseppe e nei paesi cattolici come il nostro si celebra il papà. La festa del papà non può prescindere dalle zeppole con crema pasticcera e amarena in cima. Ho pensato di ispirarmi a questa tradizione e di affiancare sul vassoio dei dolci, accanto alle divine zeppole, anche dei bocconotti ripieni, caldi e cremosi.

I bocconotti sono dolci tipici della pasticceria del Sud; dall’Abruzzo alla Puglia un guscio di pasta frolla custodisce un tenero ripieno che varia a seconda delle regioni e delle stagioni. Lo scrigno può racchiudere il mosto cotto, la marmellata d’uva, le mandorle, il sangue dolce…insomma ce n’è per tutti i gusti.

La disputa sull’origine di questo pasticcino risale al 700 quando una domestica decise di preparare un dolcetto che ricordasse una tazzina di caffè e creò questo primo bocconotto con la pasta sfoglia ripiena appunto di caffè, cioccolato, mandorle e uova. Pare che il padrone di casa apprezzò moltissimo questa leccornia così piccola da poter essere gustata in un sol boccone, ragion per cui il nome “bocconotto”.

Nella mia ricetta arricchisco questo dolce col tocco aromatico che solo il vino sa conferire e scelgo per la riduzione un Aleatico di Puglia, lo stesso vino che consiglio in abbinamento. È un rosso dolce e morbido, con note di frutta rossa e confettura, fresco e persistente.

Valeria consiglia una tazza di Ceylon, tè che ben si abbina alla sottile acidità delle amarene.

Alba

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Torretta dolce alla crema di ricotta e mascarpone con amarene sciroppate

Ci sono due cose in particolare che mi evocano la festa del papà.
La prima sono le amarene sciroppate che si ergono sulla cima delle zeppole alla crema (le zeppole di san Giuseppe appunto) sovrastandole di una lucida, allettante promessa di gusto.
L’altra è l’abitudine tutta mia di fare merenda con la ricotta zuccherata, una pausa di dolcezza che spesso condividevo proprio con mio padre.
Dalla sintesi di queste memorie ho tratto la ricetta per questo atteso 19 marzo.
Si tratta di un’invitante merenda composta da tre soffici strati di pasta biscotto alla cannella farciti con una golosa crema al formaggio dolce e guarnita con le amarene sciroppate.
La pasta biscotto è una base morbida e sottile dalla consistenza elastica. Il procedimento per realizzarla non solo è semplice e veloce ma necessita anche di pochi minuti di cottura al forno.
La crema di formaggio ha solitamente una nota acidula che qui ho stemperato con lo zucchero a velo aromatizzato con la vanillina e la presenza massiccia di panna montata.

Propongo in abbinamento un Aleatico di Puglia, vino dolce, morbido, fresco e di elegante tannicità.

Valeria consiglia una tazza di Ceylon, tè che ben si abbina alla sottile acidità delle amarene e alla cremosità della panna.

Alba

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Crema catalana alla cannella

Questo antico e delizioso dolce al cucchiaio è un must della cucina catalana, ma che ormai, assieme alla crème brûlée ha sconfinato entrando di diritto nella ristorazione europea.

La particolarità di questa crema è che in patria viene anche chiamata “Crema de Sant Josep” e cucinata e servita proprio in occasione del 19 Marzo per la festa del papà: una tradizione che ho voluto riproporvi per questo sabato dedicato a tutti i nostri padri.

Preparate una bella tazza di Darjeeling autunnale, tè indiano delicato dal profumo speziato che ben si accosta alla “piccantezza” della cannella e alla voluttuosità della crema.

Alba consiglia in abbinamento un Moscato Passito di Pantelleria, vino dolce e carezzevole, ben bilanciato da una sostanziale freschezza. Lunga la persistenza sul finale dalla scia minerale.

Valeria

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