Valeria PdBLigure, con una valigia in una mano e le pantofole nell’altra. Vivo da una vita al confine tra i mondi, forse perennemente alla ricerca di qualcosa.

Una laurea in Sociologia ad indirizzo Antropologico ed un corso in Promotore di Beni Culturali per la Valorizzazione Turistica del Territorio, per capire e dare un nome all’universo che vivo.

Molteplici ricordi, molteplici lavori e molteplici interessi che si intrecciano a formare una storia lunga più di trent’anni.

Il sogno è aprire una pasticceria-teeria dove trovare un posto in cui l’ansia ed il frastuono del mondo, scompaiono.
Leggenda vuole che abbia iniziato a cucinare dolci per sopperire alle poche abilità di mia madre nel fare torte, niente di confermato, ma stiamo ancora cercando di capire come estrarre il coltello dal dolce al cioccolato che mi fece alle elementari: chi ce la fa, diventerà Re!
Scherzi a parte, mi piace pasticciare in mezzo alla farina e allo zucchero, più di quanto mi piaccia mangiarli.

Ancora sul lungo percorso della conoscenza del tè, frequento i corsi dell’Associazione Italiana Degustatori e Maestri di Thè.

In possesso dell’attestato di formazione per il Personale Alimentarista nella regione Emilia-Romagna (Legge Regionale 24 Giugno 2003, n.11) e di quello per operatori del settore alimentare che intendono produrre Alimenti Privi di Glutine non confezionati destinati alla somministrazione e vendita diretta.

Mi piacciono le persone che parlano delle proprie passioni, magari gustando qualcosa che ho preparato io.

Circondata da quella che può essere definita “un’aura di fama stregonesca”, non mi dispiace finché è benigna e l’aver incentrato la tesi di laurea sul processo alle streghe di Triora (IM) o la mia passione per l’erboristeria, non aiutano a sfatarla.

Cresciuta in un territorio che offre in pochi Km sia alta montagna sia il mare, amo le passeggiate, magari alla ricerca di erbe o frutti che uso per gli infusi o per i liquori fatti in casa.
Per tutto quello che non trovo, compreso ovviamente il tè, mi rivolgo o all’erborista di fiducia o setaccio botteghe, negozi, fiere e quant’altro nella direzione in cui mi porta la mia valigia e il budget minimo del mio portafoglio.

A volte tradizionalista a volte fusion cerco di capire le culture che mi circondano, attingo da loro, cerco di immedesimarmi.

Fantasia dipendente (che sia la mia o quella degli altri) scovo mille modi per “scaricare” le crisi di creatività che ogni tanto mi colpiscono: vuoi una sessione ai giochi di ruolo, vuoi la creazione di oggettistica handmade, vuoi nuove ricette saltate fuori guardando gli avanzi.

42 pensieri su “Valeria Miceli

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