Spigolature sul caffè & Chicchi di scienza

Vi siete persi i fatti e le curiosità sul caffè che abbiamo pubblicato su Facebook e Twitter in occasione dei 3 giorni del #fairtradechallenge, la più grande pausa caffè del mondo organizzata da Fairtrade?

Niente paura! Ecco in un unico post le spigolature sul caffè e i chicchi di scienza a cura della dott.ssa Severino e della dott.ssa Miceli (perché il nostro è un sito “figo”!).

Alba PdB-2 Silvia PdB
  • Pare che il termine caffè derivi dall’arabo Qahwa che significa “bevanda eccitante”, successivamente Kahve in lingua turca.
  • Una leggenda Yemenita narra di un pastore che nota l’irrequietezza delle proprie capre dopo aver brucato alcune bacche rossastre. Parla dell’accaduto con un monaco, il quale prepara con le stesse bacche una bevanda che lo sostenne nella veglia per dedicarsi alla preghiera.
  • Furono i mercanti veneziani ad introdurre il caffè in Italia, in Francia, in Germania e in Inghilterra. La domanda crebbe enormemente e gli europei, sul finire del 1600, iniziarono a coltivarlo in maniera estensiva tra Asia, Africa e America, a Giava, in Martinica e nelle Antille.
    Nel 1810 il caffè diventa la principale risorsa economica del Brasile.
  • Le prime caffetterie sorgono ad Istanbul (allora Costantinopoli) nel 1554. La prima “Bottega del caffè” nacque a Venezia nel 1615.
  • Due sono le specie di caffè più note: la Coffea Arabica e la Coffea Canephora (Robusta). L’Arabica è molo pregiata per il suo aroma intenso. Dalla Robusta deriva un caffè più forte e corposo rispetto all’Arabica.
  • Il caffè decaffeinato non priva il caffè del suo aroma perché il gusto del caffè dipende dalla concentrazione di sostanze aromatiche che si sviluppano durante il processo di tostatura. La rimozione della caffeina invece avviene prima di questo processo, quando i chicchi sono ancora crudi.
  • Buone notizie per chi soffre di mal di testa. Grazie al suo effetto vasocostrittore, il caffè attenua la cefalea di tipo tensivo. Inoltre, diversi studi scientifici, hanno dimostrato che la caffeina, legandosi ai recettori delle cellule nervose, svolge una vera e propria azione analgesica.
  • Come riconoscere il caffè di qualità? Se lo si acquista in chicchi se ne può far cadere uno per terra: se rimbalza, il caffè è buono. Per riconoscere la qualità del caffè macinato, invece, si versa un cucchiaino di polvere in un bicchiere d’acqua: se questa rimane a galla è buon segno.
  • Un piccolo trucco per esaltare il gusto del caffè consiste nel mettere nell’acqua della moka un granello di sale grosso.
  • Quanti caffè dobbiamo bere per goderne i benefici senza correre rischi? I medici consigliano alle persone sane, senza particolari patologie, di non superare i 300 mg di caffeina al giorno, che corrispondono a 3-4 tazzine.
  • C’è più caffeina in un espresso del bar o in una tazzina della moka? Ecco alcune indicazioni:
    – Una tazza (150 ml) di caffè filtrato all’americana: 115 mg
    – Una tazzina (50 ml) di moka: 80 mg
    – Un espresso del bar (30 ml): 40 mg
    – Una lattina di Coca Cola: 46 mg
    – Una lattina di energy drink: 75 mg
  • La pianta del caffè è originaria dell’Etiopia, ma ormai è coltivata in tutto il mondo.
  • La caffeina è contenuta naturalmente nel caffè, nel tè, nel cacao, nel guaranà, nella cola e nell’erba mate.
    E’ presente nelle foglie, nei semi e nei frutti di queste piante.
    Agisce da insetticida contro i parassiti e da repellente per gli erbivori.
  • La caffeina appartiene alla famiglia degli alcaloidi purinici come la teofillina del tè e la teobromina del cacao.
    Ha effetto stimolante (diminuisce l’affaticamento e il sonno; il pensiero diventa più lucido), antidepressivo (migliora il tono dell’umore) e diuretico.
  • La teina nel tè e la guaranina nel guaranà sono nomi alternativi della caffeina, relativi alle diverse specie botaniche dove è stata isolata in tempi differenti.
    La scoperta della sua struttura chimica è valsa il Premio Nobel per la Chimica a Hermann Emil Fischer nel 1902.
  • Il caffè non contiene solo caffeina, ma anche sostanze antiossidanti come l’acido caffeico e l’acido clorogenico con funzioni antinfiammatorie e ipoglicemizzanti.
  • La caffeina viene utilizzata per migliorare le prestazioni sportive nelle prove di resistenza.
    Dal 2004 l’Agenzia Mondiale Antidoping non la considera più una sostanza dopante: continua a monitorarne i livelli nelle urine degli sportivi, ma non esiste una concentrazione proibita.
    In realtà l’aiuto dato dalla caffeina è davvero minimo e molto soggettivo.
  • La caffeina viene utilizzata negli integratori alimentari per la riduzione del peso corporeo: il suo effetto sul sistema nervoso centrale provoca la liberazione di adrenalina, ormone che scinde i trigliceridi utili per produrre energia.
    Ma attenzione al dosaggio!
    L’adrenalina è anche la responsabile delle palpitazioni e della tachicardia associate all’assunzione di troppi caffè.
  • Oggigiorno il processo di decaffeinazione del caffè è totalmente sicuro: nella tazzina non troveremo alcun residuo tossico delle sostanze utilizzate nel trattamento.

 

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