Spaghetti di Gragnano con colatura di alici di Cetara

Mia madre festeggiò il suo matrimonio nel 1972 a Raito, in uno splendido hotel a picco sul mare.

Dalle foto sbiadite sembrava felice.

Allora a Raito ci sono voluta tornare anch’io facendo una bella passeggiata in salita dal centro di Vietri respirando a pieni polmoni l’odore dell’acqua salata, degli agrumi e delle ginestre.

Un weekend tra i borghi della costiera amalfitana lusinga la vista, appaga la gola, mette ordine nei pensieri spettinati.

SONY DSCA pochi chilometri da quest’incanto sorge Cetara, splendido borgo di pescatori, dove vengono lavorate le alici per produrre la famosa colatura.

Questo pregevole liquido trasparente e ambrato, viene ricavato appunto da un processo di maturazione delle alici, della durata di 4-6 mesi, in una soluzione satura di sale.

Ne bastano poche gocce per esaltare il sapore di preparazioni semplici a base di pesce o verdure come la pasta con le vongole, i calamari ripieni, il tradizionale mallone o le puntarelle.

Se vi viene voglia del classico spaghetto aglio, olio e peperoncino, l’aggiunta di colatura di alici sarà la vostra firma, il vostro tocco originale.

Ma non comprate la colatura di alici nei negozi di gastronomia delle grandi città, piuttosto prenotate un fine settimana in un intimo b&b fuori stagione e acquistatela sul posto magari preparata artigianalmente. Vale il viaggio!

Due accorgimenti per uno spaghetto con la colatura fatto con tutti i crismi: il condimento va lasciato insaporire rigorosamente a crudo e l’acqua della pasta non va salata.

Una scorza di limone d’Amalfi grattugiata completerà il quadro se volete proprio sentire il profumo della costiera.

Per questo primo piatto dai toni salmastri suggerisco in abbinamento un Greco di Tufo, vino bianco caldo e sapido bilanciato da una buona acidità, con rispondenze di mandorla nel finale.

Valeria invece suggerisce un bicchiere di Sencha, tè verde giapponese che esalta il gusto marino del piatto.

Alba

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Ingredienti per 2 persone

  • 180 grammi di spaghetti di Gragnano
  • 2 cucchiai di colatura di alici di Cetara
  • 2 cucchiai d’olio extravergine d’oliva
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 ciuffo di prezzemolo
  • 1 peperoncino piccante
  • 4 alici fresche
  • 2 tarallini al finocchio

Preparate il condimento a crudo: mettete in una zuppiera lo spicchio d’aglio schiacciato, il prezzemolo tagliato finemente, il peperoncino tritato, l’olio e la colatura d’alici. Lasciate insaporire.

Mettete sul fuoco l’acqua per gli spaghetti ricordandovi di NON aggiungere sale.

Nel frattempo pulite le alici, quindi staccate la testa ed eliminate le interiora.

Scaldate un filo d’olio in una padella, quindi adagiatevi le alici e coprite con un coperchio. Fate cuocere per un paio di minuti, poi giratele delicatamente e completate la cottura per pochi minuti anche dall’altra parte.

Prendete una padella antiaderente, fatela riscaldare e poi mettete a tostare i tarallini sbriciolati. Rigirate di continuo con un cucchiai di legno per appena un minuto evitando di farli bruciare.

Scolate gli spaghetti al dente e conditeli nella zuppiera aggiungendo un cucchiaio di cottura della pasta. Completate con parte dei tarallini sbriciolati e mescolate bene.

Disponete sul singolo piatto 2 alici sulle quali adagerete gli spaghetti arrotolati e decorate con i restanti tarallini sbriciolati.

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