Cunchiell molisane (chiacchiere di Carnevale)

C’è già aria di Carnevale. Ho dato un’occhiata al calendario: quest’anno si parte il 4 febbraio col giovedì grasso e si chiude il 9 febbraio col martedì grasso.

E come ogni anno sale la voglia di far baldoria, banchettare e mascherarsi, insomma viene evocata quell’attitudine che ricorda gli antichi Saturnali romani che esaltavano l’età dell’oro, dell’abbondanza e dell’uguaglianza.

Immancabili protagonisti di questi giorni pieni di allegria sono le “chiacchiere” i dolci fritti più popolari del Carnevale. Percorrendo un itinerario goloso attraverso le regioni italiane scopriamo innumerevoli nomi che indicano queste friabili e zuccherose bontà. Chiacchiere, cenci, frappe, frappole, bugie, crostoli … tanti modi per racchiudere pochi semplici ingredienti modellati in forme tradizionali da tuffare nell’olio bollente per trasformarsi in croccanti delizie.

Nel Molise le chiamano in dialetto “cunchiell” e quando io ero piccola ricordo l’uso dello strutto sia nell’impasto al posto del burro così come per friggere al posto dell’olio di semi.

Lo strutto è stato per un lungo periodo demonizzato, sostituito con orribili margarine, messo al bando quasi fino a scomparire. Fortunatamente dopo anni di contenzioso si è arrivati alla piena assoluzione: non è un grasso totalmente saturo, lo è solo per 1/3, meno quindi del burro.

Se trovate uno strutto di buona qualità dal vostro macellaio di fiducia o da un contadino che alleva maiali provate a sostituirlo negli impasti, otterrete dei dolci lievitati meglio, una pasta frolla particolarmente friabile e delle fritture leggere e croccantissime. Provate e mi direte 😉

Suggerisco in abbinamento un calice di Moscato Passito di Baselice, vino dolce, succoso ma non stucchevole, bilanciato da una vena di fresca acidità minerale; buona la persistenza gusto-olfattiva.

Valeria suggerisce di gustarle con una tazza di Ceylon, tè che ricorda le note maltate degli Assam, ma decisamente più leggero e beverino.

Alba

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Ingredienti

  • 350 grammi di farina
  • 40 grammi di zucchero
  • 40 grammi di strutto (o di burro se preferite)
  • 2 uova
  • 2 cucchiai di grappa
  • scorza di limone grattugiata
  • olio di semi di arachide (o strutto)
  • zucchero a velo

Setacciate la farina sulla spianatoia, unite lo zucchero e la scorza del limone grattugiata.

Mescolate e formate la fontana. Nell’incavo battete le uova, aggiungete lo strutto e la grappa. Impastate fino ad ottenere una pasta liscia e omogenea che lascerete riposare per mezz’ora avvolta in una pellicola.

Stendete la pasta sulla spianatoia col matterello in una sfoglia alta circa 2 mm.

Con una rondella dentellata ricavate tanti rettangoli di circa 3×7 cm, poi praticate un’incisione verticale al centro ed allargatela delicatamente con le dita.

Friggete in abbondante olio bollente girandole a metà cottura con un mestolo forato finché saranno gonfie, dorate e croccanti. Sgocciolatele su carta assorbente, fatele raffreddare e infine spolverizzatele con lo zucchero a velo.

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