Quiche con Uovo di Struzzo

Per un aperitivo, un buffet o come piatto forte, la quiche è una di quelle preparazioni sicure che han sempre successo: una crosta di pasta brisée, un ripieno a base di uova e panna e un po’ di fantasia!
Buona tiepida, ottima fredda.

In questa sorta di quiche Lorraine, che la ricorda ma non lo è, non sono tanto gli ingredienti accessori a far scalpore, ma proprio le uova…o meglio…l’uovo! Sì perché questa altissima e sostanziosa meraviglia è stata fatta con un uovo solo!

Facciamo un passo indietro e torniamo al momento in cui mia madre torna a casa con un sacchetto del pane al cui interno si nasconde qualcosa di misterioso: dapprima la mente un po’ vacilla, poi si accorge che quel melone è un uovo…UN UOVO DI STRUZZO!

Un amico del panettiere, che ha un allevamento di struzzi, ha deciso di regalargli un uovo, ma lui non sapendo bene cosa farsene lo ha rifilato a mia madre che ovviamente me lo ha passato volentieri.

Le uova di struzzo non sono così facili da trovare e sopratutto sono piuttosto costose: ora capirete la mia felicità nel trovare un modo “consono” per cucinare questa meraviglia!
Partita nei miei viaggi fantasiosi già immaginavo l’uovo al tegamino più grande che questa casa abbia mai visto, una fila di omelette come, a quanto pare, han fatto a Masterchef, oppure una quantità industriale di crema (come suggerito da una mia amica).
Nel frattempo però mi saliva anche la voglia di conservare quel bel guscio dalla forma ancestrale, un po’ come quelli visti tante volte nei musei dietro le teche e così invece di armarmi di martello e coltello, mi sono armata di trapano e pazienza. Se qualcosa nelle mie ultime parole vi ha sconvolto, allora non sapete un particolare: il guscio delle uova di struzzo è resistente, MOLTO resistente!

Diciamo che se si decide di usare come ingrediente un uovo di struzzo bisogna essere motivati!

RSCN4804Procuratevi un assistente, un trapano e una punta da 10. Il guscio dell’uovo è una sorta di pietra e bisognerebbe usare una punta apposita, ma se non potete o non riuscite a togliere l’effetto “tamburo” del trapano, optate per una punta diversa (ci metterete solo più tempo). Pulite accuratamente la punta in caso doveste affondare troppo e pulite anche l’uovo specie il punto che andrete a forare (è pur sempre un uovo e valgono le stesse norme di igiene da tenere con le uova).

Trovate un punto di appoggio saldo dove appoggiare l’uovo (anche la base di un uovo di Pasqua va bene) e posizionate l’assistente in modo che lo tenga ben fermo, iniziate a trapanare con mano ferma e una leggera pressione: all’inizio sembrerà non accadere niente, ma voi insistete!
La quantità di polvere di guscio che riuscirete a sprigionare vi stupirà, ma alla fine arriverete alla membrana interna! Ripulite la superficie di lavoro e l’uovo dalla polvere e rompete la membrana con un punteruolo (sempre che non l’abbiate già fatto con il trapano).

Personalmente per non rovinare ulteriormente il guscio mi sono cimentata in una estrazione degna degli antichi imbalsamatori egiziani, ma per chi volesse fare prima può praticare un secondo buco opposto al primo e sfruttare così un po’ di fisica!
Nel mio caso, ho inserito all’interno del buco una bacchetta, ho strapazzato l’uovo in modo da rompere il tuorlo e ammorbidire l’albume e poi con pazienza l’ho estratto facendolo cadere in una capiente ciotola.

Infine il guscio è stato trattato con una miscela di acqua e candeggina, lavato con acqua e sapone e infine fatto asciugare perfettamente.

Se invece non ve ne frega niente di tenere il guscio, dategli di martello per crepare la superficie e aprite la membrana con un coltello seghettato in perfetto stile Rambo! 😉

Un uovo di struzzo equivale mediamente a 25 uova di gallina, anche se con un rapporto di albume superiore, e come tutte le uova ha una sua “pezzatura”: il mio può essere considerato medio-piccolo e direi che a 25 non ci arriva! 😀

Il tè indiano dell’Assam è il più indicato per accompagnare questa sorta di quiche Lorraine: ottimo caldo, se lo preferite come aperitivo può essere trasformato in un robusto tè freddo.

Per bilanciare la tendenza dolce e la grassezza della quiche, Alba consiglia in abbinamento un A.A. Muller Thurgau, vino bianco delicato, leggermente aromatico e dal buon tenore di acidità a contrasto.

Valeria

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Ingredienti

per la pasta brisée

  • 250g di farina
  • 125g di burro
  • circa 80ml di acqua
  • un pizzico di sale

per la farcia

  • 1 uovo di struzzo
  • 230g di pancetta
  • 160g di parmigiano grattugiato
  • 200ml di panna fresca
  • noce moscata
  • pepe nero
  • prezzemolo
  • sale

Preparate la pasta brisée. Mescolate la farina con un pizzico di sale; unite il burro freddissimo e a pezzetti e lavorate con la punta delle dita per amalgamare il tutto.
Lentamente unite parte dell’acqua e lavorate la pasta per ottenere una texture omogenea e liscia. La quantità d’acqua esatta varierà quindi dovrete andare a occhio.
Fate una palla, avvolgetela nella pellicola e ponetela in frigo per un paio di ore.

Preriscaldate il forno a 200°C.

Fate leggermente rosolare la pancetta a cubetti in un padellino senza aggiungere ulteriore grasso.

Passato il tempo rivestite di carta da forno una tortiera, stendete la pasta in un’ampia circonferenza in modo da coprire completamente il fondo e i bordi della stessa e infine bucherellate il fondo della pasta per non farla gonfiare in cottura.

Versate la pancetta rosolata sulla base della vostra quiche.

Preparate la farcia. Tenete da parte 3 cucchiai di parmigiano e unite il resto all’uovo di struzzo, aggiungete la panna, un pizzico di noce moscata e di pepe, a gusto salate tenendo conto della presenza del formaggio e della pancetta. Versate questa miscela nel guscio di pasta brisée.

Pulite, lavate e asciugate accuratamente un mazzolino di prezzemolo. Ricavatene un trito fino e mescolatelo al parmigiano tenuto da parte.
Con questa miscela spolverate la superficie della farcia ancora cruda.

Infornate per circa 40 minuti.

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