Nian Gao al cocco e azuki

19 Febbraio 2015, secondo novilunio dal solstizio d’inverno, capodanno in molti stati dell’Estremo Oriente. In Cina iniziano i festeggiamenti per l’anno della Capra e proseguiranno, seguendo una serie di tradizioni, per 15 giorni.
Sarà ovviamente un tripudio di decorazioni e luci rosse, petardi e cose rumorose, pulizie di primavera, ecc. Perché vi chiederete voi? Perché tradizione vuole che in questi giorni la Bestia del Capodanno (il Nian dalla testa di leone e corno di rinoceronte) si risvegli dal suo letargo e semini morte e distruzione, per fortuna proprio non sopporta i rumori forti, il colore rosso e una casa bella pulita! 😉

Anche se nel mondo cattolico ieri è iniziato il periodo quaresimale, non potevo esimermi dal presentarvi un piatto tradizionale dal sapore particolare che in questo momento è indispensabile in ogni casa orientale: la torta di riso glutinoso.

A essere sincera il Nian Gao è sì una torta di riso, ma nell’accezione più ampia, intesa come massa compatta a base di riso. Dalla storia antica (se ne  ritrova l’abitudine a cucinarla già nel 1045 a.C.), la sua diffusione in un territorio vasto come la Cina e gli altri paesi (ad esempio il Giappone), ne ha modificato profondamente aspetto, sapore e ingredienti facendolo variare da piatto dolce a salato e perfino non avendo una corrispondenza nemmeno nella cottura o nella forma. Infine quindi ne rimane solo il nome comune che richiama nei suoi ideogrammi un senso di prosperità e longevità per il nuovo anno.

La farina di riso glutinoso si trova facilmente nei negozi di alimentari asiatici e deriva dalla lavorazione dei chicchi dell’Oryza sativa var. glutinosa: in questo caso glutinoso non è riferito quindi al glutine (di cui è priva), ma al fatto di dar vita ad un impasto appiccicaticcio.
Per intenderci è la stessa farina che viene usata per preparare gli gnocchi di riso nei ristoranti cinesi e il famoso Mochi giapponese; per chi avesse già assaggiato uno di questi piatti saprà cosa lo aspetta: una consistenza gommosa e un po’ appiccicosa, che fa impazzire cinesi e giapponesi (e gli estimatori occidentali).

Per gli altri ingredienti ho voluto usare i fagioli azuki (che spessissimo vengono accoppiati al riso glutinoso nei dolci e in più sono rossi e portan bene), il cocco (simbolo di forza) e il sesamo.

Per la cottura ho scelto un ibrido, a mio avviso soddisfacente, tra la cottura a vapore e il forno: in questo modo si riesce a mantenere quella gommosità tanto tipica in questa preparazione.

Infine passiamo all’abbinamento con il tè. In questo particolare caso credo che vi sia un po’ di libertà sia supportata dalla tradizione che dai gusti personali: infatti potete optare per un tè arricchito da cannella e pepe (una sorta di chai) per allontanare possibili malattie invernali che si vogliano intrufolare in questo nuovo anno, oppure un tè dolce e orientaleggiante arricchito con datteri e fichi per la prosperità e la ricchezza, o magari un prezioso oolong del Guangdong, oppure abbinare il tutto ad un Sencha Kagoshima, tè verde giapponese dal retrogusto dolce e leggero.

Alba suggerisce in abbinamento un Albana di Romagna Dolce, vino sorretto da una gradevole freschezza e sottile sapidità.

Valeria

DSCN0343

Ingredienti

  • 50g di fagioli azuki
  • acqua
  • 120g – 150g di zucchero grezzo di canna
  • 1 pizzico di sale
  • 1 uovo
  • 200g di latte di cocco
  • 230g di farina di riso glutinoso
  • olio di semi di arachidi
  • 1 cucchiaio abbondante di semi di sesamo bianco
  • 1 cucchiaio abbondante di cocco disidratato

Lasciate rinvenire i fagioli a bagno in acqua per una notte.

Preriscaldate il forno a 180°C.

Preparate una specie di zuppa dolce a base di azuki. Scolate i fagioli dalla loro acqua notturna, metteteli in una pentola, ricopriteli di acqua, coprite con un coperchio e portate a bollore. Abbassate la fiamma e cuocete per 5 minuti. Passato il tempo, scolate i fagioli ed eliminate l’acqua di cottura.
Ricoprite i fagioli di acqua e ripetete l’operazione eliminando anche quest’acqua.
A questo punto versate sui fagioli 200ml di acqua, coprite con il coperchio, portate a bollore e abbassate la fiamma: cuocete lentamente finché i fagioli saranno cotti, ma ancora sodi.
Infine vi ritroverete una pentola di azuki con il loro brodo: unite lo zucchero e il pizzico di sale, mescolando e cuocendo fino ad avere uno sciroppo liquido (circa 110°C).

Filtrate i fagioli, avendo cura di conservare lo sciroppo.

Unite il latte di cocco allo sciroppo bollente e versatelo sulla farina di riso glutinoso, mescolando vigorosamente con una frusta.

Alla pastella unite l’uovo e continuate a sbattere per incorporare il tutto.

Con una spatola unite delicatamente i fagioli cotti e dolci e amalgamate cercando di non rompere gli azuki.

Ungete abbondantemente 9 stampi da muffin con l’olio di semi (ripartite tra i vari stampi circa 30g di olio).

Dividete la pastella nei nove stampi e spolveratene la superficie con semi di sesamo bianco e farina di cocco disidratato.

Riempite una ciotola resistente al calore di acqua e ponetela sul fondo del forno: servirà a creare un ambiente umido e caldo dove cuocere le vostre nian gao.

Infornate le tortine per 50-60 minuti o finché uno stecchino affondato al centro non ne uscirà pulito.

Sfornate con attenzione le vostre Nian Gao: all’apertura del forno si sprigionerà una nuvola di vapore caldo.

Lasciate raffreddare le nian gao negli stampi e sformatele staccandole dalle pareti delicatamente.

Gustatele fredde.

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