Uova. Esempi di cotture senza grassi.

L’uovo, simbolo della potenza della vita, della Resurrezione, dell’Universo stesso, uno degli alimenti per eccellenza fin dai primordi della storia.

Che sia un semplice ingrediente o il protagonista principale l’uovo fa parte della tradizione culinaria di quasi tutto il mondo.

“Non sa cucinare nemmeno un uovo!” è la frase (dispregiativa) che si usa per indicare una persona negata in cucina.

Con questo articolo voglio proporvi 3 tipologie di cottura senza grassi classiche, semplici e appaganti che, accompagnate da una porzione di verdura e carboidrati, risolvono appieno un pranzo o una cena.

Prima di iniziare però vorrei specificare alcune piccole direttive per godersi appieno un buon pasto a base di uova:

  • è sempre meglio comprare le uova in previsione di un effettivo utilizzo, invece che come scorta di emergenza: in questo modo si avranno sempre uova fresche a disposizione;
  • l’uovo “freschissimo” è contrassegnato per legge: cercate uova di categoria A e con la dicitura EXTRA: l’albume sarà più denso e, oltre a essere più buono, sarà anche più docile in tutte le preparazioni;
  • l’uovo porta impresso su di sé la sua carta d’identità: il codice alfanumerico infatti ci indica la tipologia di allevamento, lo Stato, la Provincia, il Comune e l’allevamento di produzione ed infine la data di scadenza (o di deposizione) dell’uovo stesso;
  • l’uovo rispecchia in pieno la vita di chi lo ha deposto: scegliere uova di galline non allevate in gabbia, ma belle ruspanti e possibilmente biologiche è un buon modo per godersi un ottimo prodotto. Il numero 0 sul codice indica le biologiche, l’1 l’allevamento all’aperto, il 2 l’allevamento a terra mentre il 3 l’allevamento in gabbia;
  • evitate gli sbalzi di temperatura: all’uovo non fa per niente bene entrare e uscire dal frigo;
  • le uova non vengono lavate prima di essere messe in commercio: il guscio è protetto da una leggera membrana che verrebbe danneggiata.
    Al fine di evitare infezioni batteriche, come la famigerata salmonellosi, è auspicabile:
    – lavare i gusci delle uova con acqua tiepida solo poco prima del loro reale utilizzo;
    – maneggiare e spaccare le uova lontano dagli altri alimenti e dai contenitori (quindi non usare il bordo della scodella);
    – pulire accuratamente utensili e ripiani;

Durante la preparazione e le successive fasi di fotografia ho abbinato a queste semplici preparazioni un tè complesso che si è fuso perfettamente con il gusto delle uova: il Pu Ehr Shu Cha, con le sue note dolci e di sottobosco mi ha accompagnato per tutto il tempo.
Se invece preferite un tè meno “difficile”, ma ugualmente complesso ed aromatico vi consiglio di abbinare le vostra uova ad un Keemun Mao Feng, tè rosso cinese dalle note di legno di rosa leggermente affumicato.

Per tutte le preparazioni semplici a base di uova, Alba consiglia invece dei vini bianchi delicati, giovani, sostenuti da una buona freschezza ma poco complessi e lineari nella struttura come, ad esempio, una Vernaccia di San Gimignano.

Valeria

Uova bazzotte

Uovo bazzotto
Uovo bazzotto

L’uovo bazzotto è una preparazione della categoria “uova cotte nel guscio” che si può collocare tra l’uovo alla coque e quello sodo.

L’albume è abbastanza rappreso da permettere di rimuovere il guscio, mentre il tuorlo è morbido e semiliquido.

Oltre che sul classico crostone di pane, può essere utilizzato su delle tartine, a complemento di un piatto di verdure o in una scodella di fumante ramen.

Per preparalo portate quasi a ebollizione abbondante acqua in un pentolino, salatela leggermente e fateci scivolare dentro l’uovo a temperatura ambiente.
Cuocete per 5 minuti.
Scolate l’uovo, passatelo velocemente sotto l’acqua fredda per non scottarvi le mani e sgusciatelo delicatamente.

L’uovo bazzotto va gustato caldo.

 

Uova sode

Uovo sodo - 10 minuti di cottura
Uovo sodo – 10 minuti di cottura

L’uovo sodo è il più famoso e, forse, il meno impegnativo tra le preparazioni proposte.

Sia l’albume che il tuorlo sono, appunto, sodi: in questo modo la sua manipolazione diviene più facile, rendendolo perfetto nelle insalate, come decorazione o come piatto freddo anche prêt-à-porter.

Si prepara immergendo l’uovo in un pentolino di acqua fredda e facendola bollire per 8-10 minuti a seconda di quanto si voglia rassodare il tuorlo.
Il mio consiglio è di non superare i 10 minuti per non incorrere in un tuorlo eccessivamente duro e friabile.

Passato il tempo scolate l’uovo e immergetelo in acqua fredda a raffreddare.

 

Uova affogate o “in camicia”

Uovo affogato o in camicia
Uovo affogato o in camicia

L’uovo in camicia si attesta nella categoria delle “uova cotte senza guscio a uovo intero” dove possiamo trovare anche le uova “all’occhio di bue”, quelle fritte e quelle in cocotte, ma a differenza di queste non ha bisogno di grassi aggiunti per cuocere perfettamente.

Possono essere utilizzate nelle stesse ricette delle uova bazzotte, ma raggiungono la loro massima espressione in abbinamento agli asparagi o nelle uova alla Benedict (e varianti).

In una casseruola si porta a quasi ebollizione 1 litro di acqua e mentre sobbolle vi si versano 100ml di aceto di vino bianco mescolando dolcemente.

In una ciotolina si rompe l’uovo crudo, facendo molta attenzione a non intaccare il tuorlo.

Afferrando la ciotola per un bordo, si avvicina quello opposto alla superficie dell’acqua  e si fa scivolare l’uovo dentro.

Non ce ne sarebbe bisogno, ma in caso potete aiutarvi con una schiumarola ad “avvolgere” il tuorlo nella sua camicia di albume.

In caso voleste preparare più uova contemporaneamente, assicuratevi di romperle nella ciotolina e farle scivolare nella pentola uno alla volta, lasciando un minuto di stacco tra l’uno e l’altro.

Cuocetelo per 3 minuti, scolatelo con la schiumarola ed adagiatelo su un panno pulitissimo ad asciugare prima di utilizzarlo.

Come per le bazzotte è meglio consumare le uova affogate calde.

5 pensieri su “Uova. Esempi di cotture senza grassi.

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