Spaghetti al sugo con olive verdi piccanti

Gli italiani sono ancora “un popolo di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di scienziati, di navigatori, di trasmigratori” o semplicemente lo sono di nuovo?

Gli italiani non si sentono nemmeno un popolo mi vien da dire e le cose non vanno migliorando, anzi: la disperazione è palpabile ovunque.

Lo stesso Emblema della Repubblica Italiana con la sua ruota dentata simbolo del lavoro, il ramo di quercia per la forza e la dignità e l’ulivo per la pace sta diventando un anacronismo che non corrisponde (o non è mai corrisposto) all’Italia di oggi.
spaghetti repubblica(01)Ormai anche quel trasmigrare seguendo la stella diventa difficile, in un mondo in cui gli Stati si chiudono a riccio e fan filtrare solo chi serve, lasciando ad altri il compito di pensare (o trascurare) chi rimane.

Gli italiani sono italiani durante le partite di calcio: è uno stereotipo, è detto e ridetto, è una cattiveria?
Forse, ma è anche vero che in quella sorta di equilibrio che è il panem et circenses, se viene a mancare il sostentamento, l’unica cosa che rimane prima della ribellione è lo sfogo nei giochi.

Così per celebrare questo momento ecco a voi l’emblema in cui tutti, italiani e stranieri, ci riconoscono: il piatto di pasta!

Però ho voluto farlo bene, con gli ingredienti giusti, ma se non riuscite proprio a trovarli, fatemi un favore: usate il Km 0. Sarà un piatto tipico della vostra zona che rispecchierà il sapore della terra dove vivete.

Visto l’arrivo della bella stagione e delle calde notti, consiglio di abbinare a questo piatto un tè freddo di Ceylon: tè dal gusto classico e ben adattabile.

Alba propone in abbinamento un Bardolino chiaretto rosato, vino morbido, beverino, dalla trama tannica appena accennata. Da servire fresco, ad una temperatura di 10-12 gradi.

Valeria

spaghetti repubblica

Ingredienti

  • 160g di spaghetti di Gragnano
  • 400g di pomodori pelati di San Marzano
  • 1 spicchio di Aglio di Vessalico
  • una manciata di foglie di basilico genovese
  • 1 pizzico di origano
  • peperoncino varietà Calabrese (a gusto)
  • 60g di olive verdi snocciolate in salamoia (io ho usato una varietà lucana)
  • sale
  • zucchero
  • olio EVO
  • 30g di Parmigiano Reggiano grattugiato

In una pentola dal fondo spesso versate i pelati, conditeli con mezzo cucchiaino di zucchero, sale, rondelle di peperoncino ed un pizzico di origano, copritela e ponetela a fuoco basso per circa 20 minuti, senza mai scoperchiare o girare.

Passato il tempo, schiacciate con una forchetta i pomodori, rimestate il sugo e lasciate ridurre senza coperchio per altri 10-15 minuti.

Nel frattempo ponete l’acqua della pasta sul fuoco: raggiunto il bollore, salate e buttate gli spaghetti che cuocerete al dente.

Preriscaldate il forno a 220°C.
Mentre il forno si riscalda riempite delle formine a forma di stella di parmigiano e ponetele a sciogliersi: fate molta attenzione, quando tutto il formaggio si sarà sciolto tirate subito fuori le formine, o vi si brucerà tutto.
Lasciate raffreddare.

Condite il sugo con 2 cucchiai di olio, il basilico spezzettato, le olive tritate grossolanamente e versatevi anche gli spaghetti scolati: girate e amalgamate il tutto.

In una pirofila ben unta ponete due nidi formati con la pasta e passate il tutto in forno per pochi minuti per rendere la preparazione calda e uniforme.

Servite in piatti individuali decorando con la stella di parmigiano.

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