Lingue di gatto dell’Artusi con crema al gelsomino

Le lingue di gatto sono dei biscottini semplici e gustosi che tutti conosciamo e che si possono trovare sia tra le paste secche sia come accompagnamento in cima ai gelati.

La loro consistenza è dura e burrosa, che unita alla loro finezza, ne fanno un dolcetto che si scioglie in bocca, magari nappato di crema o cioccolato.

La cosa più interessante è che al momento di sfornarle sono ancora molto duttili: perfette per essere modellate, magari appoggiandole su di un bicchiere o arrotolandole su di un cilindro e facendole raffreddare.

lingue di gattoIl nome deriva dalla forma allungata che ricorda una lingua, ma potete decidere di cambiarla a seconda degli usi che vorrete farne.

Di ricette poi ce ne sono una infinità, così mi sono affidata ad un classico del settore, sfogliando il libro dell’Artusi dal quale vi riporto l’esatta dicitura.

La crema è una semplicissima crèmes fraîches dolce e profumata con foglie di tè al gelsomino.
Specialità francese la crèmes fraîches può essere annoverata tra le panne acide (come la smetana dell’Europa dell’Est) ed ha un contenuto di materia grassa che si aggira intorno al 30-40%.
Trovarla in Italia non è semplicissimo, ma se proprio non riusciste a sostituirla nemmeno con la panna acida, vi consiglio di mescolare della panna fresca con dello yogurt: la consistenza sarà leggermente diversa, ma sul gusto dovremmo esserci.

Servite queste meraviglie con un raffinato Dragon Pearl, la cui profumazione al gelsomino si armonizza con il biscotto e la crema.

Alba suggerisce un Trentino moscato giallo vendemmia tardiva, vino garbatamente dolce e fresco, dall’aroma delicato ma tipicamente varietale ed intenso.

Valeria

DSCN4976

Sono pastine pel the, tolte da una ricetta venuta da Parigi.

  • Burro, grammi 100.

  • Zucchero bianco a velo, grammi 100.

  • Farina d’Ungheria, grammi 100. [Farina 00]

  • Una chiara d’uovo. [1 albume]

Ponete in un vaso [ciotola] il burro così naturale e cominciate a dimenarlo col mestolo; poi versateci lo zucchero, indi la farina e per ultimo la chiara d’uovo, lavorando sempre il composto per ridurlo una pasta omogenea.
Ponetela nella siringa con un disco di buco rotondo o quadro della grandezza di circa un centimetro, e spingetela in una teglia, unta leggermente col burro, in forma di pezzetti lunghi un dito, tenendoli radi perché, squagliandosi, allargano.
Cuoceteli al forno da campagna a moderato calore. [Forno preriscaldato a 200°C fino a quando i bordi non saranno dorati (circa 7-8 minuti)]
Con questa dose ne otterrete una cinquantina.

 

Per la crema

  • 300ml di Crème fraîche épaisse (o in alternativa della panna acida o 250ml di panna fresca+1 vasetto di yogurt al naturale)
  • 4g di tè al gelsomino
  • 1-2 cucchiai di zucchero a velo

Mescolate accuratamente la crème fraîche (o la panna e lo yogurt) con le foglie di tè, versate in una ciotola con coperchio ermetico e lasciate macerare in frigo per una notte.

Passato il tempo, filtrate la crema aiutandovi con un colino e un cucchiaino, addolcitela con lo zucchero e rendetela più soda montandola con uno sbattitore elettrico.

Servite la crema con le lingue di gatto in coccini monodose.

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