Passione cioccolato

Theobroma cacao: cibo degli Dei.

Il cacao è uno degli ingredienti base, assieme al burro di cacao e allo zucchero, per la produzione del cioccolato.

Tavolette, cioccolatini, praline con granella di frutta secca, tartufi, cremini, ovetti, gianduiotti, boeri regalano una commistione di sensazioni dolci, a volte con punte di amaro, dalla morbida grassezza tipica del burro di cacao e dal finale intenso, meravigliosamente lungo e di grande persistenza gusto-olfattiva.

I sensi vengono sedotti da un pezzetto di cioccolato dall’inconfondibile aroma che anticipa un piacere quasi peccaminoso.

Lentamente il cioccolato si fonde in bocca mentre una voluttuosa scia di sensazioni non solo gustative ma anche tattili e olfattive inducono una languida dipendenza.

Il ventaglio dei dessert al cioccolato racchiude una miriade di golosità irrinunciabili, dai dolci al cucchiaio, alle soffici torte, passando per muffin, brownie, creme, bavaresi, mousse, soufflé e cialde in un crescendo aromatico che crea non poche difficoltà di abbinamento col vino e con il tè.

L’incontro richiede vini liquorosi, passiti, di grande struttura, morbidezza e ottima persistenza.

P1040219Ma andiamo per ordine di intensità nel bouquet di proposte d’abbinamento.

Il cioccolato bianco, più dolce delle altre tipologie, non irrompe con l’aromaticità del cioccolato a base di cacao. Di gusto quindi più delicato e gentile trova un felice abbinamento con diversi vini passiti. La proposta potrebbe ricadere ad esempio su un Moscato di Trani o un Recioto di Soave.
Valeria propone di accostarlo a dei tè dalle note calde e fruttate come il tè al Litchi (verde o rosso) o il Tan Yang.

Salendo la scala delle sensazioni aromatiche incontriamo il cioccolato al latte e qui le richieste si fanno leggermente più esigenti. Possiamo provare a creare delle armonie interessanti con un Aleatico di Gradoli, un Vin Santo toscano ma anche proporre un Marsala Superiore Rubino.
Valeria suggerisce un sofisticato Bai Mu Dan, bianco dalle note mielate e persistenti, oppure un Dong Ding, oolong dai sentori vanigliati.

Se il cioccolatino è arricchito dal gusto del caffè o da granella di frutta secca, potremmo optare per un Montefalco Sagrantino Passito, morbido e di avvolgente struttura, mentre Valeria suggerisce un Darjeeling Margaret’s Hope, tè nero indiano dai ricordi ammandorlati.

L’approdo più burrascoso da gestire è quello col fondente, soprattutto se la percentuale di cacao sale intensificando la tendenza scura e amara.

In questo caso tentiamo l’abbinamento con un Barolo Chinato, oppure un distillato come un Calvados di lungo invecchiamento, o ancora un Porto Tawny, un cremoso Sherry Pedro Ximenes, un Madera o un Banyuls.

Valeria, invece, trova dei felici abbinamenti con il Grand Yunnan, tè rosso cinese dai sentori di cioccolato, oppure con un Assam, le cui note maltate esaltano quelle del cacao, o nei tè profumati per creare un connubio personale e sensuale come il Jasmine o il tè alla menta.

Infine la sfida potrebbe essere così difficile da affrontare, per via della percentuale piuttosto alta di cacao, tanto da ricorrere ad un morbido Rum, molto invecchiato ed elegante.

Alba

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