5. Demoni. Cuori di mela con Salsa calda alla vaniglia

Demoni

La cascata di capelli sapientemente stirati fermati da un mollettone color senape, il tubino nero sobrio, e allo stesso tempo incredibilmente sexy, coperto da un grembiule macchiato, le autoreggenti dalla vertiginosa fascia di pizzo con finale in un paio di pantofole porpora sbiadite: così si presentava Adele a mezz’ora dall’appuntamento e l’ansia non accennava a scomparire.

Aveva preparato tutto e per la prima volta in un mese non era sicura di quel che stava accadendo: l’agitazione aveva risvegliato quei demoni che si erano sopiti in fondo al riflesso di quella vetrina piena di cianfrusaglie e la stavano punzecchiando con le loro voci atone, ma tanto simili alla sua.

Le scarpe decolleté dal tacco “necessario” aspettavano pazienti vicino alla porta in attesa di essere infilate poco prima dell’arrivo di quell’ospite illustre, loro non lo avevano mai visto, ma è anche vero che uscivano poco.

Il cuore seguiva il ritmo dei pensieri, più per solidarietà che per reale panico, fosse stato per lui si sarebbe rilassato volentieri in quella calda salsa d’amore che lo stare con Edoardo gli procurava.

Nel frattempo Adele aveva iniziato a raddrizzare tutto: le forchette, i tovaglioli, le padelle, le calze, la riga dei capelli, ma non ne veniva a capo.

Il trillo del citofono le esplose in testa come un petardo, ma dal calibro atomico: si gettò sulla cornetta, era lui! Aprì il portone e corse verso l’entrata: il mollettone finì dentro il portaombrelli, il grembiule arrotolato e gettato nella scarpiera assieme alle pantofole mentre, volendo sfruttare una agilità che non le era propria, cercò di aprire la porta di casa infilandosi le decolleté.

Lo schianto sarebbe stato epico, ma il corpo di Edoardo fermò la caduta e si ritrovarono a terra, illesi.

“Déjà vu!” disse lui e sorrise.

L’ansia e i demoni scomparvero nel riflesso dei suoi occhi.

(Valeria Miceli, Racconto di un menù di San Valentino)

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Cuori di mela con Salsa calda alla vaniglia

DSCN4750Ingredienti per 2 persone:

  • 1 rotolo di pasta sfoglia rettangolare (per far prima ho usato quella del banco frigo)
  • 1 mela
  • 20g di burro
  • 24g di zucchero a velo
  • tuorlo per spennellare

per la crema

  • 100ml di latte
  • 100ml di panna
  • 60g di zucchero
  • 4 tuorli
  • 3g di amido di mais
  • 1/2 baccello di vaniglia

Preriscaldate il forno a 200°C.

Lavorate a crema il burro con lo zucchero a velo fino ad ottenere un impasto omogeneo.

Sbucciate la mela, asportate il torsolo e tagliatela alla brunoise.

Unite la mela così tritata al composto di zucchero e burro.

Srotolate la pasta sfoglia e dividetela idealmente in due dal lato più lungo.

Formate sulla parte inferiore della sfoglia 4 mucchietti di composta di mele ben distanziati: l’operazione dovrà essere simile a quella utilizzata per i ravioli fatti in casa.

Adesso piegate la parte superiore della sfoglia per ricoprire il ripieno e pressate con le dita in modo da far aderire bene la pasta.

Con l’aiuto di un coltello, o di un taglia-biscotti, ricavate 4 cuori ripieni: controllate che siano ben sigillati e spennellate la superficie con il tuorlo sbattuto.

Infornate per circa 15 minuti o fino a quando non saranno belli dorati.

Sfornate e lasciateli raffreddare.

Preparate la crema: mescolate il latte con la panna ed aggiungetegli il mezzo baccello di vaniglia aperto e raschiato al suo interno. Portate a ebollizione.

Nel frattempo sbattete i tuorli con lo zucchero misto all’amido e, quando il latte sarà pronto, versatelo filtrandolo sulla pastella di uova.

Mescolate affinché non si formino grumi e riportate sul fuoco. Appena inizierà a bollire spegnete la fiamma e, sempre mescolando, immergete il pentolino in una bacinella di acqua fredda per fermare la cottura.

Servite i cuori in coppia, su un letto di salsa alla vaniglia ancora tiepida e, a piacere, spolverati di zucchero a velo.

Ormai ho una vera passione per l’accoppiata mela e Darjeeling quindi vi consiglio di gustare questi cuoricini con una tazza di questo delizioso tè indiano.

Alba consiglia in abbinamento un calice dorato di Erbaluce di Caluso Passito, vino dolce ravvivato da freschezza ed elegante mineralità.

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