1. Proposta. Cialdine calde di mais con funghi e caciotta tartufata

Proposta.

“y va mi barca por el ancho
que divide un confin de otro confin”
(Ramon Maria Valleinclan)

Riprende la sua strada Adele ma il passo rallenta. Cammina come una persona che vuole essere raggiunta e fermata. Il volto in fiamme, il cuore che accelera i battiti come in attesa.

Eccolo arrivare, lo sente. Una voce maschile la invita a voltarsi ancora una volta proprio come qualche minuto prima s’era voltata attratta dal riflesso nella vetrina.

Il sorriso di Edoardo si apre come un sipario illuminato nel buio della pelle olivastra.

Trafelata si arresta e simula una disinvoltura che non le appartiene.

Lo guarda e intanto mette i capelli di lato ma la sua goffaggine non ritarda a mostrarsi. Accidentalmente aggancia col ciondolo del bracciale la collana di perline colorate e in un istante una cascata di piccole sfere schizza ovunque sul lastricato del marciapiede.

Si sente piccola e stupida mentre cerca di inseguire le perline che rotolano come le biglie collezionate da bambina. Trattiene il pianto mentre gli occhi grandi e chiari le si gonfiano di lacrime.

Le sembrava di averlo fatto ancora. Ancora una volta aveva rovinato tutto, profanato la poesia.

“Mi dispiace, non volevo spaventarti” le dice lui piegato a quattro zampe come un cane da caccia mentre tenta di aiutarla a recuperare le perline.

“Ti sarò sembrato un ladro in fuga ma volevo solo farti una proposta” la sua voce ha un timbro che le evoca ricordi impolverati.

Per la prima volta lei lo guarda davvero. Prova uno strano turbamento. Dove ha già visto quel volto?

“Stasera c’è’ un flashmob, verresti con me?”

Lei lo scruta interrogativa sforzando di cercare tra le carte nautiche della sua memoria ma non ne ricava molto.

“Funziona cosi’”prosegue lui contento come un bimbo che sta per recitare la poesia di Natale.

“Un gruppo di persone si ritrova in un luogo e, dopo un segnale stabilito, tutti fanno qualcosa di inusuale insieme per pochi minuti. Poi ci ci disperde velocemente tra la gente.”

Lei è incredula ma vuole cavalcare l’onda di quell’alchimia che sente arrivare.

“Stavolta il gesto è semplice: si entra in libreria e si acquista un libro ma lo si fa tutti contemporaneamente”

Adele si accarezza involontariamente la pancia come a proteggersi da un imprevisto che potrebbe attraversarla.

“Ad esempio io ho in mente di prendere un libro di cucina. Ho una passione per vini e tartufi. Dai dimmi di si. Mi darai un pretesto per invitarti ancora, magari a cena.”

Disorientata dalla proposta di Edoardo, Adele sente salire il desiderio di difendere la sua differenza dal timore della contaminazione.

All’improvviso sente piombare tra le scapole il peso delle abitudini che scandiscono e zavorrano le sue giornate. Pensa al mucchio dei panni da stirare, alle telefonate da fare, al sonno da recuperare.

É sempre piu’ convinta di essere stata un ghiro in una vita precedente, un animale da letargo.

Ripete a se stessa “non posso, non stasera e nemmeno domani. Ho il weekend blindato, ho i prossimi dieci anni blindati, ho il portone di casa blindato”.

Ma dura un attimo questo pensiero traballante e la protezione razionale manda all’aria tutti i piani domestici.

Impossibile prevenire l’esplosione di vita che le sale dalla gola: “Accetto volentieri”.

(Alba Severino, Racconto di un menù di San Valentino)

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Cialdine calde di mais con funghi e caciotta tartufata

Cialdine calde di mais con funghi e caciotta tartufata - Foto di Walter Romano
Cialdine calde di mais con funghi e caciotta tartufata – Foto di Walter Romano

Ingredienti

  • 100 grammi di farina di mais bianca
  • 150 ml di acqua
  • 100 grammi di caciotta al tartufo
  • 200 grammi di funghi champignon
  • ½ scalogno
  • olio extra vergine d’oliva
  • sale
  • pepe

Sminuzzate lo scalogno e fatelo dorare leggermente in padella con un filo d’olio.

Aggiungete gli champignon tagliati a fettine, mescolate e mettete un coperchio.

Lasciate sul fuoco per 10 minuti, salate, pepate e proseguite la cottura per altri 5 minuti senza coperchio in modo da lasciar evaporare l’acqua dei funghi.

Mettete in una ciotola la farina di mais bianca (non usate quella per la polenta mi raccomando!!) e un pizzico di sale.

Versate l’acqua tiepida, un cucchiaino d’olio e impastate bene con le mani.

Lasciate riposare l’impasto per 20 minuti coperto da un canovaccio.

Ricavate dall’impasto 4 palline uguali.

Ponete ciascuna pallina al centro di due fogli di carta da forno, appiattitela prima con le mani poi col mattarello.

Mettete a scaldare una padella antiaderente e cuocete la cialdina un paio di minuti per lato.

Proseguite nello stesso modo per le altre cialdine.

A questo punto farcitele con i funghi e la caciotta tartufata tagliata a pezzettini.

Mettetele in padella col coperchio per far fondere il formaggio.

Servitele calde accompagnate da un calice di Soave Superiore Classico di buona evoluzione, vino bianco morbido, fresco e minerale che sostiene l’intensità e la persistenza gusto-olfattiva del formaggio e dell’accenno di tartufo.

Valeria, invece, propone un sorso di Pu Ehr Shu Cha, tè nero dal carattere intenso che esalta le note boschive del tartufo e dei funghi.

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